La crisi si fa sentire in tutti i campi, anche in quello automobilistico. Per cui davvero triste è la notizia secondo cui un'altra storica carrozzeria italiana stia per chiudere. Parliamo di Stile Bertone, la società erede del marchio che è stato fondato a Torino nel 1912 e che ormai sembra essere sull'orlo della bancarotta. Se, infatti, entro la fine di aprile non ci sarà alcuna offerta da parte di qualche compratore, questa prestigiosa casa italiana dello stile automobilistico dovrà chiudere i battenti e quindi tutte le sue attività.

 
La notizia della probabile chiusura è stata confermata al Telegraph da un portavoce di Stile Bertone, che ha però confermato anche l'esistenza di alcune proposte di acquisto da parte di alcuni investitori stranieri, principalmente dalla Turchia. In realtà il tracollo di Stile Bertone è solo l'ultimo step di un processo discendente di agonia che ha visto prima la cessione dello stabilimento di Grugliascoe la rinascita come Stile Bertone.
 
La situazione, però, nel corso degli ultimi anni si è aggravata e l'accumularsi dei debiti, insieme alla cassa integrazione di 175 lavoratori, hanno aggravato ancor di più le cose.

Amici, sicuramente l'estate è il migliore periodo dell'anno per mettersi in sella alla propria moto e sfrecciare verso splendide destinazioni vacanziere. Scopriamo dunque la top 5 delle località italiane da raggiungere grazie al rombo della propria due ruote. La classifica è ispirata dai consigli tratti dal libro “101 itinerari da fare in motocicletta almeno una volta nella vita” del motociclista e scrittore Davide Malesi. 

1. EMILIA ROMAGNA: DA CORREGGIO A CARPI. Per questa tratta di 12 chilometri, il consiglio è quello di mettersi in moto all'alba quando il cielo è tale da sprigionare delle atmosfere davvero particolari e dei giochi di colore molto bello. Giunti a Carpi, potrete visitare questo piccolo centro dall'aria decisamente anni'50. 
 
2. UMBRIA: DAL LAGO DI ALVIANO AL LAGO DI PIEDILUCO. Una tratta di 17 chilometri grazie alla quale si può godere di un'atmosfera solitaria, selvaggia e rilassante. Sembra perfetta per meditare. Il periodo ideale sembra essere da aprile ad ottobre.
 
3. TOSCANA: DAL PASSO DELLA RATICOSA A FIRENZUOLA. Ecco un percorso di 12 chilometri per esperti. Il massimo sarebbe quello di non fermarsi e di riuscire a passare per i costoni di roccia bianca, in mezzo alle vallate sino poi a raggiungere Fiorenzuola. Anche qui il consiglio è di percorrere la tratta da aprile a ottobre. 
 
4. CAMPANIA: DA VIETRI SUL MARE A MAIORI. Tante sono le curve per una strada da percorrere in maniera lenta con fermata obbligatoria dinanzi alla spiaggetta di Torretta di Cetara, protagonista dello scenario. Il percorso è di circa 15 chilometri. Il periodo migliore è quello di luglio-agosto, qualora si fosse in cerca di gente e comunque di movimento. L'inverno invece accompagna un percorso più intimo, ma sempre soleggiato. 
 
5. SICILIA: DA LINGUAGLOSSA A MILO. Un percorso di 34 chilometri che corre a fianco dell'Etna. Lo scenario si caratterizza per delle colate laviche davvero spettacolari. Dopo Milo, potreste fermarvi al Castagno dei cento cavalli, il più grande castagno d’Italia che, come riferisce la leggenda, riparò la regina Giovanna e i suoi 100 cavalieri.
 
E voi, quale itinerario scegliereste? 
 

 

Cari amici, volete sapere quali sono le auto maggiormente a rischio di essere rubate in Italia? Ebbene ve lo sveliamo noi di Classe Motori. In primis, vogliamo rivelarvi che la città dove si registrano più furti d'auto è Roma, seguita poi da Napoli, Milano e Catania. Per quanto riguarda, invece, i modelli più rubati essi sono:

1. Fiat Panda
Ben 11.004 i furti denunciati nello scorso anno. In pratica sembra che l'andamento dei furti segua quello delle vendite.
 
2. Fiat Punto
Nel 2013 sono state rubate 10.116 Fiat Punto, ai quali vanno poi aggiunti i furti relativi alla Grande Punto. 
 
3. Fiat 500
Anche la piccola di casa Fiat sembra essere un delizioso bocconcino per i ladri che si sono portati a casa ben 5.854 esemplari. Fortuna vuole che molte delle Fiat 500 vengano ritrovate e restituite ai legittimi proprietari.
 
4. Fiat Uno
Anche di questi ormai vecchiotti esemplari, ben 5.837 sono i furti denunciati. Tali modelli sono facili da scassinare, essendo praticamente privi di moderne tecnologie anti-furto.
 
5. Lancia Ypsilon
Ben 4.567 sono i furti denunciati l’anno scorso.
 
 

Yamaha ha svelato quello che è il prezzo di partenza di Tricity 2015, il primo modello a tre ruote sviluppato dalla Casa per tentare di aiutare a risolvere il problema della mobilità, soprattutto nelle grandi città. Il nuovo Tricity sarà disponibile a partire dal prossimo mese di agosto 2014 al prezzo di soli 3.490 euro f.c. (inclusi 3 anni di garanzia) presso tutti i Concessionari Ufficiali Yamaha. Quattro le colorazioni: Anodized Red, Mistral Grey, Competition White e Midnight Black.

L'obiettivo è quello di dare una risposta alle problematiche di coloro che cercano dei mezzi agili, pratici e capaci di svincolarsi dal traffico, esigenza sentita sia in Europa che in Oriente. Risposta che da Yamaha arriva proprio con il Tricity, visto in precedenza sotto forma di concept e che ora rappresenta il primo tre ruote sviluppato da Yamaha, puntando il tutto sulla leggerezza, in modo da offrire stabilità ed agilità allo stesso tempo. Staremo a vedere la risposta della clientela.

Sembrano essere ben 4.500 le vetture della Great Wall che potrebbero contenere parti in amianto e che sono state importate in Italia. Questo almeno è quello che sostiene la procura di Torino, che da un anno, attraverso la polizia giudiziaria del pubblico ministero Raffaele Guariniello, sta svolgendo degli importanti accertamenti.

La campagna di richiamo e di bonifica è ormai in corso da alcune settimane ed ha già interessato un migliaio di veicoli.  Cinquantadue Asl, in tutta Italia, sono state interpellate perchè verifichino lo stato dei lavori. Insomma, ancora una volta notizie sconfortanti sul fronte orientale per quanto riguarda veicoli prodotti in Cina, dopo il recente scandalo che ha invece investito i caschi prodotti in Cina, che non sarebbero stati a norma di sicurezza.

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