ClasseMotori

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Opel Mokka

Tuesday, June 18, 2013 13:53

Un nuovo SUV compatto dalla tedesca Opel: parliamo della Mokka, a partire da 18.450 € fino ai 26.200 € con allestimento di punta della versione CDTi.
Dimensioni contenute per un'auto del suo genere (solo 4.28 m di lunghezza), senza sacrificare l'abitacolo, molto comodo e luminoso, e con un peso contenuto, al di sotto dei 1300 kg, tutto a vantaggio dei consumi.

Dalla posizione di guida alta e facilmente regolabile ad hoc, l'Opel Mokka dimostra di avere un buon comportamento su strada: i pedali risultano ben distanziati l'uno dall'altro e la frizione è molto comoda da gestire anche nel traffico. Appena si entra si ha subito la sensazione di avere tutto sotto controllo, grazie alla posizione di guida abbastanza elevata.
Alla guida lo sterzo risulta preciso in curva e va via via irrigidendosi all'aumentare della velocità. Le curve, se prese a velocità moderate, possono essere percorse tranquillamente senza correzioni di traiettoria. Anche il cambio delle marce gode di una buona precisione, con ottimi rapporti, che consentono al motore di sfruttare bassi regimi di rotazione, ed innesti contrastati in modo che la marcia si inserisca senza problemi.

 

Il comfort è la parola d'ordine per Mokka; ottimi i sedili, anche se non contengono il busto in curva, specialmente a velocità sostenute, il SUV è progettato in modo da facilitare l'ingresso e l'uscita dal veicolo di autista e passeggeri. Le sospensioni fanno il loro dovere per far sì che gli occupanti non sentano minimamente buche di piccola entità, anche se con qualche lacuna in caso di strade particolarmente sconnesse.

Gli interni sono di ottima fattura e rifinitura e perfettamente assemblati, ad eccezione, forse, di qualche plastica non di grande qualità. Volante e cambio sono impugnabili dal guidatore senza mai stancarsi della posizione di guida, mentre i vari comandi situati sulla plancia sono disposti non in modo particolarmente intuitivo, occorre fare un po' di pratica. In alternativa, molti di questi sono stati pensati anche per un richiamo diretto dai tasti situati sul volante.
Gli spazi sono stati gestiti in modo eccelso: ritroviamo infatti una miriade di vani per oggetti di dimensioni medio-piccole, mentre il bagagliaio può espandersi dai 356 ai ben 1372 litri tramite abbattimento dei sedili posteriori.
La posizione alta di guida già citata in precedenza consente di vedere dove termina il cofano, e con un po' di abitudine si riesce dopo l'impatto iniziale ad avere un'idea degli ingombri circostanti. La visibilità del lunotto posteriore in fase di retromarcia risulta invece penalizzata dai montanti presenti, nonostante l'ampiezza dello stesso e degli specchietti retrovisori.

Dal punto di vista del fuoristrada la trazione integrale si comporta molto bene, entrando velocemente in funzione quando necessario, in particolare in situazioni di scarsa aderenza come su neve o fango.
All'apparenza massiccia, Opel Mokka pesa solo 1.275 chilogrammi, e questo significa ad esempio per il motore benzina da 140 CV un'accelerazione 0/100 km/h in 9.8 secondi e dei consumi dichiarati nel ciclo combinato di 6.4 l/100 km.

In Italia Mokka è commercializzata sotto undici configurazioni possibili basate su tre diverse motorizzazioni. Gli allestimenti, invece, sono tre, a partire da quello base, per finire con le versioni Ego e Cosmo. Molto ampia la dotazione di serie sin dall'allestimento base se si considera la presenza dei cerchi 16", retrovisori elettrici, computer di bordo, cruise control e clima manuale. Di serie per la sicurezza anche ABS ed ESP con TCP per il controllo della trazione, airbag frontali, laterali e a tendina.

 

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Tra i marchi storici delle automobili Made in Italy ha un sicuramente un posto d’onore la Fiat, storico azienda torinese che ancora oggi, seppur in calo, rappresenta nel mondo intero non solo un punto di riferimento automobilistico, ma una vera e propria eccellenza del nostro Paese.

Per recuperare e mantenere il suo ruolo, la Fiat ha iniziato un restyling della sua vettura probabilmente più famosa: Fiat 500, la celebre auto che spopolò negli anni Sessanta, e che divenne il simbolo del Boom Economico di quegli anni. 


Il punto di partenza degli ingegneri Fiat per questo modello è stato sicuramente verso il risparmio dei consumi di carburante. Dotando la 500 dello Stop&Start, dispositivo che spegne il motore quando si è fermi o al semaforo, per poi farlo ripartire automaticamente quando si riprende la marcia, la Fiat ha garantito un risparmio enorme di carburante (dai 4 l/100 km della 1.3 16v Multijet fino ai 6,6 l/100km della 1.2 Easypower Gpl)

Le dimensioni contenute (anche se comunque più grandi rispetto alla sua antenata) la rendono agilissima in città, e lo sterzo super leggero rende ancor più facili le manovre. Anche nell’extraurbano, le sospensioni ben tarate e non troppo dure, rendono piacevole la guidabilità senza penalizzare il confort. Spiccano nella dotazione di serie l’alto numero di airbag, ben sette: vi è pure quello per le gambe del guidatore. 

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Il design presenta una linea molto riuscita, con curve parenti strette del vecchio modello, ma al tempo stesso giovani e sbarazzine. Con un sovrapprezzo di 800 euro si può installare il Dualogic, il cambio automatico che elimina la frizione ma che al tempo stesso rimane i consumi bassi. La Fiat 500 può essere acquistata a partire da 12.000 euro per la 1.2 benzina fino ai 22.250 per la 500L 1.6 Multijet Lounge, più simile ad un Monovolume che ad una City Car

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Le spazzole dei tergicristalli sono molto importanti in quanto consentono la giusta pulizia dei cristalli della macchina garantendo una corretta visuale, fondamentale per la nostra sicurezza alla guida.

In linea generale le spazzole andrebbero sostituite una volta all'anno, anche se per alcuni modelli sarebbe opportuno procedere alla sostituzione con maggiore frequenza. E' consigliabile evitare che le spazzole si usurino del tutto prima di cambiarle in quanto la loro scarsa efficienza da luogo alle caratteristiche strisce sul parabrezza, riducendone la visibilità soprattutto in caso di fastidiosi riflessi o in condizioni di pioggia lieve.
E' possibile capire lo stato di usura delle spazzole semplicemente ascoltandone il rumore, che non deve essere quello di uno sfregamento, o guardandone il movimento che deve essere scorrevole e non intermittente. Le spazzole inoltre devono essere lisce e non presentare degli sfilamenti o delle sfaldature.
Una pulizia adeguata del parabrezza con dei prodotti specifici permette di rallentarne l'usura.
Esistono modelli di spazzole tergicristalli differenti sia per grandezza che per spessore, per capire quale scegliere per la propria autovettura è opportuno consultare il manuale di istruzioni del proprio veicolo, sul quale sono indicati i modelli compatibili.
Le spazzole tergicristalli sono uno dei pezzi dell'auto che tendiamo più facilmente a trascurare ma rivestono un ruolo di grande importanza.

Sostituire le spazzole tergicristalli è un'operazione molto semplice che è possibile eseguire autonomamente senza l'aiuto di un meccanico o di un benzinaio, risparmiando così il costo della manodopera. Bisogna tenere sollevati i braccetti di supporto in modo che questi siano perpendicolari al parabrezza e procedere allo sfilamento del pezzo usurato sostituendolo con quello nuovo, facendo attenzione a fissarlo bene per evitare che esca dalla sua sede una volta messo in funzione.

 

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Sportiva ma pratica. Si può definire così in due parole la nuova BMW 320d Touring, protagonista della prova su strada che andiamo a descrivervi, un’auto che fin dal primo impatto visivo è chiaramente riconoscibile come componente della serie 3 della casa di Monaco per il suo design estremamente moderno e ricco di particolari. Con una linea sportiva, caratterizzata dal cofano affilato con la sempre più classica calandra accostata ai fari allungati, e dalle fiancate con le nervature in evidenza, è stata oggetto di un piccolo aumento nella lunghezza che ora arriva a 4260 mm, ed ospita il motore 3.0 turbodiesel da 184 cavalli che si è dimostrato da subito pronto e vigoroso, ma nello stesso tempo tra i migliori della categoria dal punto di vista del consumo. I contenuti tecnologi della BMW 320d Touring e la qualità generale della vettura sono ancora una volta all’altezza della tradizione della casa tedesca. Le linee dinamiche della 320d Touring sono completate dal profilo del padiglione posteriore con i gruppi ottici che proseguono fino alle fiancate, dalla minigonna che salendo verso la parte posteriore della vettura danno un senso di continuità alle linee, e dalle barre, che sono però un optional. Molto ampio il bagagliaio, che risulta molto capiente se paragonato alle dimensioni della vettura con i suoi 495 litri di capacità in assetto normale, e che salgono a 1500, con il sedile posteriore abbassato. Gli interni della 320d Touring sono nel tipico stile della casa bavarese con l'impiego di materiali di pregio. La plancia strumenti è estremamente funzionale e consente al guidatore di avere a portata di mano tutti gli elementi di comando. Molte le modanature sulla plancia sia dal lato guidatore, che è asimmetrica, che dal lato passeggero. Entrambi i passeggeri hanno un buon accesso alla consolle centrale che contiene l'iDrive Controller, il cui monitor dal display sottile e con alta risoluzione è posizionato sulla plancia strumenti.

 

Test-drive-BMW-3-serie-Touring-320d

 

Il motore 2.0 turbodiesel ha la classica architettura a 4 cilindri in linea, con 184 CV di potenza ed una coppia max di 380 Nm tra i 1750 ed i 2750 giri, ed è abbinato ad un efficiente cambio automatico a 8 rapporti ( optional ), veloce quando si adotta una guida sportiva ma capace anche di innesti quasi impercettibili quando il conducente cerca nella vettura più il confort che la sportività. Se si sceglie la modalità Eco Pro, non appena si raggiungono i 70 chilometri orari si inserisce il rapporto, sfruttando al meglio la coppia del motore e migliorandone l’efficienza ed il consumo. Oltre alla modalità Eco Pro, il cambio può essere utilizzato anche nelle modalità Comfort, Sport e Sport+, ognuna con le sue caratteristiche peculiari; ad esempio con le opzioni Sport e Sport+ le sospensioni elettroniche si irrigidiscono, ed il cambio innesta la marcia superiore ad un regime di rotazione del motore più elevato, mentre l’ESp + meno invasivo e lo sterzo diviene più pronto nella risposta. In ogni situazione comunque la guida della 320d Touring è agile e precisa. Nella versione base il cambio è manuale a 6 marce. La dotazione di serie della 320d Touring supera sicuramente l’indispensabile e comprende tra gli altri anche il sistema start e & stop automatico, i cerchi in lega da 17 pollici a razze multiple styling 414 con pneumatici 225/50 R17 runflat, gamma completa di airbag lato guida e passeggero, airbag laterali e airbag per la testa anteriori e posteriori, ed i fari bixeno con anelli luminosi a LED; esaminata dall’Euro NCAP ha superato i crash test con la massima valutazione possibile di cinque stelle. Il prezzo di listino di 41600 Euro della versione XDrive Touring Sport non è certo accessibile a tutti, e deve essere considerato come una base di partenza, in quanto la valorizzazione completa della vettura si ottiene solo aggiungendo optional a pagamento, come il cambio automatico, le sospensioni elettroniche ed i sensori di parcheggio. La gamma della nuova BMW serie 3 Touring comprende ben 69 versioni tra le diverse motorizzazioni ed allestimenti realizzabili, alimentate sia a benzina che a gasolio. La più piccola è la serie 316i con prezzi da 32350 Euro ( allestimento base ) a 37450 Euro ( allestimento MSport ), che monta un motore 1,6 sovralimentato a benzina da 100 cavalli, la più grande la serie 330d che parte dai 47300 Euro ella versione base 330dA Touring e raggiunge il top di gamma con la 330dA XDrive Touring Sport venduta a 54600 Euro. La serie 330d monta un propulsore sovralimentato a gasolio, 6 cilindri in linea di 2993 cc di cilindrata ed una potenza di 258 cavalli ed ha di serie il cambio automatico ad 8 rapporti.

 

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Toyota Rav 4

Tuesday, June 18, 2013 12:51

Sono ormai trascorsi ben 19 anni dalla prima apparizione della Toyota Rav4, che oggi subisce il suo ennesimo restyling, decisamente più convincente degli altri passati. Nettamente rivisitati risultano sia gli interni che gli esterni, con un tasso qualitativo dal più alto profilo e migliorie apportate sia dal punto di vista dell'ergonomia che da quello delle finiture. 

I nuovi futuri acquirenti potranno dunque ammirare un'auto rigenerata, dall'abitacolo più spazioso e razionalmente organizzato, con una distanza maggiorata tra i sedili anteriori e posteriori (970mm), e delle dimensioni esterne leggermente aumentate. ll gap rispetto al passato si aggira intorno ai 20 centimetri, rispetto alla Crossover e 12 alla Classic, fino ad arrivare a 4.57 metri, decisamente negli standard della concorrenza. 

Il pilota inoltre potrà giovare di una posizione rialzata finalmente rivista e corretta dalla casa, che in quest'auto non impedirà affatto una corretta visibilità della strada. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è a portata di mano, esempio di una disposizione degli accessori interi altamente studiata. La console centrale è molto affascinante, con una buona disposizione, nella parte bassa, delle uscite Aux e Usb. L'intero sistema multimediale può essere facilmente gestito attraverso il monitor di sistema, che offre un navigatore (non di serie ma richiedibile con un'aggiunta di 950 euro) con ben tre anni di mappe e relativi aggiornamenti inclusi. Ottima infine la connettività con gli smartphone, che possono essere abilitati e registrati, così da accedere facilmente al web dal proprio dispositivo, o far partire in pochi istanti una telefonata con i comandi vocali dall'ottimo riconoscimento vocale attraverso la connessione Bluetooth.

Il comparto posteriore rispetta le promesse fatte dalla casa, con un maggior spazio, soprattutto se si è in due. Un viaggio con tre passeggeri nel retro non è di certo un incubo, ma chi si ritroverà seduto al centro, nonostante il tunnel ribassato, non potrà usufruire della comodità garantita al 100% a chi gli siede ai lati, con ampio spazio sia per i piedi che per la testa. Una tipica famiglia di quattro persone però sarà ben felice di trascorrere delle ore in questo veicolo, potendo anche sfruttare il vero punto di forza di questo abitacolo, il bagagliaio, che offre ben 465 litri, espandibili con altri 131 litri, solitamente però occupati dalla ruota di scorta.

Un nuovo livello è stato raggiunto per quanto riguarda la trazione integrale, che ora offre un monitoraggio continuato di Esp e servosterzo, interagendo con questi elementi per una migliore resa del veicolo in strada. Inoltre è a disposizione del pilota il tasto Lock, così da poter affrontare anche i sentieri sterrati. Purtroppo però, nelle versioni manuali, non è presente l'opzione anti slittamento, utile quando l'auto si ritrova ad affrontare delle discese. 

La versione diesel pare concedere una potenza in parte minore rispetto a quello che la cilindrata l'ascerebbe attendere. Ad ogni modo non c'è delusione nella resa, dal momento che si recupera terreno in quanto a spinta decisa e continuata fin dai regimi base. Si tratta di un'auto che adora la strada ed è palesemente ricambiata, con una buona insonorizzazione per non infastidire i passeggeri e il pilota quando si è in modalità souplesse. E' preferibile però utilizzarla in modalità automatica, anche se sfruttare in maniera manuale il cambio a sei marce, oltre a essere emozionante come sempre, è decisamente sicuro e facile da manovrare, anche se la frizione non risulta essere delle più amichevoli in circolazioni (un po' dura ma nulla di più). Infine, avendo qualcuno sollevato dubbi sull'assenza dello Start&Stop, va precisato che i consumi non sono affatto eccessivi, attestandosi sui 13 con un litro, con un buon regime mantenuto anche in città. 

In conclusione il vero cambio risiede nell'abitacolo, dove finalmente si avrà tutto lo spazio necessario per muoversi in libertà e non sentirsi oppressi, cosa che per natura un SUV non dovrebbe mai fare. Va detto però che se prima quest'auto non si distingueva particolarmente nell'approccio ai terreni sterrati, nessun miracolo è stato compiuto ora, anche se la migliorata trazione integrale e il tasto Lock aiutano molto da questo punto di vista, consentendo di fronteggiare in maniera più che dignitosa sia terreni innevati che generalmente "difficili". 

Il costo del modello base è di 23.500 euro, in offerta per i primi due mesi. Cifra che sale fino a 28.600 euro per chi desiderasse l'allestimento Active.

 

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nnanzitutto occorre fare chiarezza su cosa sia effettivamente il tagliando dell'auto: è un check up che i veicoli devono sostenere per verificare le condizioni delle parti che sono più soggette a usura. In questo modo ci si assicura del buono stato della vettura e si ha la certezza di rispettare tutti gli standard di sicurezza.
Il tagliando auto è dunque un controllo periodico in cui si procede anche all'ispezione e all'eventuale sostituzione di quei componenti che si deteriorano con il normale utilizzo e il suo scopo precipuo è quello di prevenire malfunzionamenti e guasti meccanici.
Non va assolutamente confuso con la revisione che è obbligatoria per legge, il tagliando non viene imposto, ma va eseguito finché l'auto è in garanzia perché altrimenti essa decade. In seguito ci si potrebbe anche astenere dal farlo, tuttavia è altamente consigliato sottoporre la propria vettura a un controllo periodico.

Ogni casa automobilistica prevede quali siano gli interventi da operare al primo, al secondo e al terzo tagliando, tuttavia in genere i controlli che vengono fatti in officina sono su:
- usura delle pastiglie dei freni e dei pneumatici (con verifica della giusta pressione)
- sospensioni
- cinghie di trasmissione
- marmitta
- livelli di olio, liquido refrigerante, detergente per i vetri e liquido dei freni
- climatizzatore
- funzionamento delle luci (interne ed esterne)
- eventuali perdite nel motore
- acqua nel filtro del gasolio

Non è possibile dare indicazioni certe sugli intervalli di tempo che devono intercorrere tra un tagliando e l'altro perché essi dipendono dal tipo di vettura e dalle indicazioni che ogni Casa fornisce. I parametri sui quali ci si basa sono due: il chilometraggio percorso e gli anni dell'auto e il tagliando va effettuato quando si raggiunge uno dei due.
In via del tutto indicativa si può affermare che solitamente il primo tagliando si effettua dopo uno o due anni o con un chilometraggio di 15.000/20.000 km., vi sono poi tagliandi cosiddetti longlife che si possono fare ogni 30.000 km. e altri che invece prevedono il cambio olio ogni 15.000 km, ma un controllo completo solo al raggiungimento dei 30.000.

Per quel che riguarda invece l'officina a cui rivolgersi per il tagliando, ora non vi è più l'obbligo di recarsi esclusivamente presso quelle ufficiali della Casa automobilistica e la garanzia non decade anche se ci si indirizza verso un operatore privato purché sia munito di autorizzazione, ovviamente però bisogna rispettare gli intervalli di tempo e/o chilometraggio indicati.

La nota dolente del tagliando auto è il suo costo che non è mai contenuto. Presso le officine ufficiali è anche leggermente più elevato e solitamente si considera una spesa minima di 200 euro, ma è difficile quantificarla perché occorre tenere presente anche il costo per gli eventuali componenti da sostituire. In alcuni casi perciò è possibile ritrovarsi a sborsare anche 1.000 euro.
Per risparmiare sul tagliando auto ci si può indirizzare verso i siti specializzati nella vendita di coupon che spesso offrono sconti notevoli (25-30% e oltre) per recarsi presso una determinata officina.

 

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Nella normale manutenzione dell’auto, un elemento che è da sempre sottovaluto, ma che in realtà ha un valore fondamentale, è la batteria. Diverse statistiche, infatti, hanno dimostrato che la principale causa dei guasti al motore di un’auto sono dovuti proprio al cattivo funzionamento della batteria.

Nella manutenzione di una batteria, la prima cosa da fare è controllare le eventuali anomalie. Se notiamo che nell’arco di quindici giorni dalla prima installazione, la batteria si scarica, sicuramente c’è qualcosa che non va. Magari in questo caso specifico potrebbe anche essere colpa di problemi all’alternatore, ma il più delle volte il problema sta nella scarsa attenzione.

Almeno una volta nella vita di ogni automobilista, poi, è destino lasciare l’auto in un parcheggio con i fari accesi. Al ritorno, il più delle volte siamo costretti a chiedere aiuto ad altri automobilisti e far ripartire l’auto con i cavi. Queste dimenticanze debilitano molto la vita di una batteria.

Se prestiamo attenzione, gli accorgimenti per far durare il più a lungo possibile la batteria sono tanti e facili da fare. In primo luogo, nel caso l’utilizzo del veicolo non sia frequente, ricaricare la batteria ogni due o tre settimane, in modo da tenere il livello di energia sempre al 1livello massimo. Nel caso in cui si abbiano di fronte batterie non sigillate, controllare il livello di densità dell’elettrolito per vedere che sia tutto in ordine. Tenere sempre puliti coperchio e contenitore, ingrassare i morsetti quando è necessario, e ripulire eventuale scarichi della batteria. Quando una batteria stenta a ricaricarsi, potrebbe essere un problema di solfatazione. In quei casi ci si gioca il tutto per tutto caricandola a corrente molto bassa per venti o massimo quaranta ore. Provare anche a rabboccare l’elettrolito con acido pure e acqua distillata. In casi negativi, la sostituzione è obbligatoria.

Anche se è vero che ormai l’acquisto di una batteria è alla portata di tutti (perfino nei centri commerciali è possibile acquistarle), non bisogna logicamente comprare la prima che troviamo, ma una adatta alle esigenze della nostra auto. L’ideale è ovviamente rispettare i valori di capacità della batteria precedente, volendo si può anche acquistare una batteria con un amperaggio superiore, ma in quel caso bisogna anche assicurarsi che le dimensioni di questo modello differente siano compatibili con quelle previste nel nostro vano motore. Nel caso sia possibile, sottoporre la nuova batteria ad una carica preventiva. Nel caso, infine, che il nostro veicolo sia munito di accessori secondari che prevedano una elevata erogazione di energia, chiediamo consiglio al nostro elettrauto di fiducia sul prodotto da scegliere.

Ultima accortezza, ma sempre più frequente da considerare: occhio ai veicoli con Start&Stop. Per chi non lo conoscesse, lo Start&Stop è quel dispositivo che tiene il motore spento in caso di sosta durante la marcia (tipo semaforo rosso, traffico o passaggio a livello chiuso), in modo da risparmiare carburante. In queste soste, però, anche se il motore è spento, la batteria è in tensione, e quindi vi è comunque un consumo di energia.

Tra le batterie tradizioni, la migliore al momento è sicuramente la Banner Powe Bull che, a parità di condizioni con le altri batterie, da maggiori garanzie in fatto di longevità, capacità di corrente e avviamento a freddo. Prezzo di listino 250 euro circa. Ottimo prodotto anche la Bosch Silver S4, magari meno efficiente rispesso alla Banner Power Bull, ma se è per questo, anche più economica: 209 euro circa è il suo prezzo.

Tra le auto dotate di Start&Stop, invece, vi è un vero e proprio ex equo tra due prodotti di altissima qualità: sono la Bunner Running Bull EFB e la Exide Micro Hybrid ECM. La prima la spunta solo sul lato economico, visto che costa circa 320 euro contro i 382 euro della Exide.

 

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Ogni quanto controllare i freni?

Tuesday, June 18, 2013 10:47

I freni sono una delle parti più deperibili di un'automobile e pertanto necessitano di un controllo assiduo e molto accurato, per verificarne il corretto funzionamento che è uno dei fattori più importanti ad incidere sulla sicurezza del proprio veicolo.

I freni sono costituiti sostanzialmente da due parti, una di queste è il disco che va ad agire sulla ruota, esercitando l'azione frenante, l'altra è la pastiglia che serve a non far sfregare eccessivamente il disco con la ruota, danneggiandolo. La pastiglia va sostituita frequentemente, all'incirca ogni 40.000 km in base anche al tipo di uso che si fa dell'autovettura in quanto percorrendo prevalentemente tratte a scorrimento veloce che necessitano di meno dell'utilizzo del freno queste tendono a durare più a lungo, e ha un costo di circa 70 euro. Per controllare lo stato di usura delle pastiglie è sufficiente osservare l'intaglio dello stato di attrito presente su di esse: quando questo è assente allora le pastiglie sono da cambiare. Quando le pastiglie sono usurate i freni emettono il caratteristico fischio, dovuto allo sfregamento diretto del disco, oltre che una leggera vibrazione che si potrà avvertire allo schiacchiamento del pedale del freno. E' fortemente sconsigliato continuare a viaggiare con le pastiglie usurate in quanto ciò potrebbe provocare dei seri danni ai dischi, arrivando anche a romperli.

 

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I dischi sono più costosi e vanno cambiati normalmente ogni 90-100.000 km, anche se l'utilizzo che si fa del veicolo incide fortemente su questo chilometraggio. Il disco quando si consuma assume una forma concava che provoca degli sbandamenti in frenata, pertanto è buona norma cambiarlo non appena questo si usura. Il costo dei dischi è di circa 130 euro per ogni ruota e ci si accorge della loro usura quando spingendo il pedale del freno si avverte una forte vibrazione unita ad un rumore molto marcato di sfregamento. Per controllarne l'effettivo stato è necessario togliere le ruote e alzare la macchina sul carro ponte, pertanto è un'operazione che può effettuare solo un tecnico specializzato.

 

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Con la Astra Sport Tourer quarta serie, la Opel è tornata ad esplorare il segmento delle station wagon che rappresenta in questi ultimi anni una parte importante del mercato automobilistico. La vettura della casa tedesca va alla ricerca di una clientela particolare: una famiglia che oltre alla solidità e flessibilità, chiede alla propria auto un grande spazio. La versione esaminata, l’Astra Sport Tourer 1.7 CDTI EcoFlex si inserisce con convinzione proprio in questo range, proponendo all’acquirente un invitante mix tra una grande attenzione ai consumi ed una capacità di carico, all’interno dell’abitacolo e nel bagagliaio che risponde a tutte le esigenze. Certo il design non è innovativo, ma la carrozzeria presenta linee grintose e dinamiche, con fiancate robuste, ed un striscia cromata nel paraurti, che procura alla vista una sensazione di maggiore larghezza. La comodità a bordo è eccellente, non solo come selleria, ma anche per lo spazio sfruttato al meglio dagli stilisti della Opel. La flessibilità della Opel Astra Sport Tourer si può toccare con mano se si passa al bagagliaio, che il guidatore può modulare in accordo alle proprie esigenze, aumentando così la capacità di carico a disposizione fino a 1550 litri. Infatti grazie all’azionamento di semplici comandi i sedili posteriori potranno essere abbassati in un sol colpo. Il vano di carico inoltre si trova ad una distanza minima da terra ed è facilmente accessibile. Il kit di riparazione degli pneumatici è situato nel pozzetto inferiore. La chicca è data dal portabici integrato FlexFix. Il motore, un con una potenza di 130 cavalli ed una coppia di 200 Nm si rivela equilibrato in ogni situazione e pronto in partenza; in questa 1,7CDTI Ecoflex è abbinato ad un cambio manuale con 6 rapporti, con innesti molto precisi, grazie anche alla presenza di una frizione leggera, come anche lo sterzo. Ma come detto uno dei punti di forza è senza dubbio il consumo, che parte dai 18 chilometri al litro per la guida nel traffico urbano, per arrivare ai 23 in autostrada, livelli eccellenti per questa tipologia di vettura. La sicurezza è assicurata dal sistema Eye che grazie alla telecamera situata dietro lo specchietto retrovisore interno, permette di impostare il sistema anticollisione a piacimento del guidatore, decidendo la distanza minima dl veicolo che precede la nostra vettura, oltre la quale si viene avvertiti tramite un sistema sonoro. Altre interessanti soluzioni nel campo della sicurezza sono l’avviso di invasione involontaria della carreggiata e la presenza di gruppi ottici allo xeno.

All’interno si avverte subito una impressione di solidità, i materiali utilizzati sono di eccellente qualità, i pulsanti sulla plancia sono ben posizionati e facili da raggiungere da parte del guidatore; sul cruscotto, posizionato tra tachimetro e contagiri, il display LCD informa sul consumo; ottimo l’infotainment ed il cruise control non adattativo.

 

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Nel corso della prova l’Astra Sport Tourer 1.7 CDTI ecoFLEX ha mostrato una tenuta impeccabile in tutte le situazioni, anche sul bagnato, grazie anche al nuovo telaio, comune a tutta la gamma ed alle sospensioni posteriori che garantiscono una migliore stabilità in curva rispetto alla precedente versione, eliminando del tutto il sovrasterzo. Ogni modello è disponibile in tre allestimenti ognuno caratterizzato da propri colori, ma tutti hanno come dotazione di serie il volante con comandi radio, il controllo elettronico della stabilità e della trazione, l’ABS a 4 canali, il ripartitore elettronico della frenata che garantisce la massima stabilità anche nelle frenate più decise, i sensori per pioggia e luci, ed il cruise control. La gamma Astra Sport Tourer si compone di 18 modelli di cui 6 alimentati a benzina, 2 a benzina o gpl, in versione aspirata e turbocompresso e 10 con motore diesel che montano i due motori turbocompressi 1,7CDTI e 2,0 CDTI. I cerchi ruota sono in acciaio da 16 pollici nell’allestimento Elective e da 17 pollici in lega nell’allestimento Cosmo. La versione in prova ha un prezzo di listino di 24850 Euro ed è tra le più costose della gamma, ma con allestimenti e motorizzazioni diverse si parte da 17400 Euro. In definitiva l’acquisto della Opel Astra Sport Tourer è consigliabile per la guida dinamica, l’eleganza sportiva, la grande capacità di carico del bagagliaio, l’estrema sicurezza ed il giusto equilibrio tra le prestazioni ed i consumi, senza dimenticare le basse emissioni in atmosfera. La quarta serie ha proprio tutto per far ripetere alla casa tedesca i successi ottenuti con le serie precedenti.

 

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La Citroen ha scelto una tenuta vinicola per presentare la sua nuova Wild Rubis, luogo non a caso dal momento che il nome, a metà strada tra l'inglese e il francese, fa riferimento sia alla sua aggressività che a una particolare tonalità di vino rosso. Questa è stata però la presentazione avvenuta in Europa, alquanto inutile dal momento che l'auto sarà per ora destinata soltanto al mercato cinese. La vera e propria presentazione a dei potenziali acquirenti è avvenuta al Salone di Shanghai. In Cina la Wild Rubis sarà messa sul mercato a partire dal 2014 ma, entro il 2016, sono attesi altri tre modelli.

L'auto si presenta con una lunghezza di 4.7 metri e un'altezza di 1.59 metri, ma soprattutto con un design studiato per circa 2 anni affinché fosse conforme ai gusti del mercato cinese. Dato uno studio tanto prolungato e approfondito è ovvio andare alla ricerca di dettagli particolari e caratteristici, come ad esempio il gruppo ottico anteriore, composto da fari a LED, la cui forma ricorda quella di un diapason, e di certo non passerà inosservata in strada. I fari si suddividono in tre gruppi di diodi che, ogni volta che vengono attivati, producono un piacevole suono, che dovrebbe ricordare quello del cristallo, che varia a seconda del tipo di faro attivato, che sia questo abbagliante, anabbagliante, diurno, di posizione o una semplice freccia per indicare la direzione di svolta dell'auto.

 

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Infine, partendo dalla parte anteriore, si nota un cofano molto curato, che non si fonde quasi per nulla con il parabrezza che segue, anzi lo sguardo viene quasi attirato da uno stacco volutamente evidenziato. Continuando a scorrere si arriva poi al retro, dove la particolarità non è altro che un mezzo salto indietro nella storia dell'automobilismo francese, per la precisione ad una passata versione della Renault Clio, con una coda alquanto bombata.

Si tratta di una ibrida plug in, che si basa sull'ormai noto Hybrid4, cioè la coppia formata da un motore elettrico dalle piccole dimensioni e uno più grande per le ruote posteriori, così da garantire una trazione integrale che non necessiti dell'albero di trasmissione, dunque a richiesta, che assistono il motore termico posto nella parte anteriore. Il 4 cilindri 1.6 THP presenta un'alimentazione con iniezione diretta e una potenza di 225 cavalli. Nella parte posteriore troviamo invece il comparto elettrico da 52 kW, in grado di fornire in totale autonomia una spinta per 50 chilometri, sfruttando al meglio la batteria agli ioni presente, che è possibile ricaricare anche da una normale presa domestica. Il tutto con delle emissioni di CO2 pari a 43 grammi per chilometro. Infine, per fornire una migliore esperienza di guida all'utente, la Citroen offre varie modalità di guida, così che sia il pilota a decidere se affidarsi a queste, e dunque alle proprie capacità, o all'elettronica, che terrà sempre presente le componenti stradali, come ad esempio l'aderenza prevista al terreno.

Anche se, come detto, quest'auto è destinata al mercato cinese, Citroen potrebbe, stando alle ultime voci di corridoio, ricorrere a un piccolo stratagemma per sondare il terreno anche in Europa, presentando questo modello anche nel vecchio continente, in vista di una futura commercializzazione, che sia della Wild Rubis o delle sorelle che nei prossimi anni verranno realizzate nello stabilimento cinese di Shenzen

 

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