Nel campo delle moto assistiamo ad una gradevole new entry. Parliamo di Honda CB 300 F, una nuova naked monocilindrica di piccola cilindrata che deriva dalla sportiva CBR 300 R. Probabile che la nuova Honda CB 300 F sbarcherà presto anche in Europa e non sarà solo limitata ai mercati orientali. Per quanto riguarda la ciclistica essa è ripresa dalla piccola CBR, con telaio in traliccio di tubi in acciaio. La forcella è telescopica e il forcellone scatolato; parliamo di materiali sicuramente economici ma robusti.

 
Anche il serbatoio e il codino sono gli stessi della moto sportiva, sebbene nella zona anteriore abbiamo qui un piccolo faro simile a quello della CB 500 F e sovrastato da una strumentazione completamente digitale. Qualora le informazioni tecniche verranno confermato, la nuova Honda CB 300 F avrà un motore monocilindrico da 286 cm3 con potenza di 31 CV a 8500 giri e coppia da 27 Nm a 7250. 
 
Il serbatoio dovrebbe essere lo stesso da 13 litri e tale da garantire un'autonomia di 390 km, riuscendo a realizzare un percorso di 30 km con un solo litro di benzina. La moto, qualora non ci saranno sorprese, potranno essere presentate al prossimo salone Intermot di Colonia in ottobre o all'Eicma di Milano, poco dopo.

Grazie a Honda NM4 Vultus sarà presto possibile uscire dagli schemi delle moto tradizionali, in modo da attirare tutta una nuova generazione di motociclisti che oggi sembrano poco attratti dalle due ruote. In primis, Honda punta molto sull'estetica. La moto si presenta bassa e lunga, ha la sella a soli 650 mm da terra. Il motore è bicilindrico parallelo da 750cc e presenta un cambio sequenziale a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission) che esalta la guida lasciando al motociclista il solo compito di pensare alla manopola del gas. Il motore, inoltre, offre una coppia elevata (68Nm) già a 4.750 giri/min, mentre la potenza massima (55 CV) viene raggiunta a 6.250 giri/min.

Il sistema di alimentazione ad iniezione elettronica PGM-FI sfrutta un singolo corpo farfallato da 36 mm che va ad agire sui condotti di aspirazione sdoppiati che sono ricavati nella testata. I consumi sono dichiarati nell'ordine dei 28,4 km/l (ciclo medio) e grazie agli 11,6 litri di capacità del serbatoio garantiscono un'autonomia maggiore di 300 km. L'inclinazione del cannotto di sterzo è pari a 33° e proietta un'avancorsa di 110 mm per un'interasse di 1.645 mm. Il peso con il pieno di benzina è di 245 kg. I cerchi sono realizzati in alluminio pressofuso a 10 razze e le dimensioni sono: ant. 18" x 3,50 – post. 17" x 6,25. I pneumatici ribassati sportivi hanno come misure: 120/70 ZR18 e 200/50 ZR17. Il modello è disponibile sono nella colorazione nero opaco.

Keita Mikura, Large Project Leader (LPL) della NM4 Vultus, ha dichiarato:

"Produciamo tutti i tipi di motociclette ed è fantastico a volte decidere di realizzare un certo tipo di moto semplicemente perché possiamo e perché vogliamo farlo, non perché ce lo impone il mercato. La moto è nata da un desiderio profondo, particolarmente sentito all'interno della nostra azienda. Volevamo realizzare qualcosa di speciale, non solo per il mondo delle due ruote, ma che fosse davvero unico in senso assoluto: doveva essere un modello che toccasse le corde dell''animo umano come nient'altro aveva fatto finora.Vogliamo che guidare una NM4 Vultus sia un evento, un'esperienza speciale, ogni singola volta."

Sempre più numerose sono le donne che abbandonano il sellino posteriore per passare alla guida delle due ruote. La scelta su quale modello dunque scegliere, spesso, dipende dall'utilizzo che se ne fa. Se le due ruote sono destinate ad accompagnare il proprio bimbo a scuola, meglio sarebbe scegliere uno scooter magari con un bauletto posteriore che gli impedisca di cadere. La pedana piatta aiuterà anche a trovare spazio per la borsa della spesa.  
 
In generale, comunque, 5 sono le caratteristiche che consentono ad una donna la scelta di una moto o di uno scooter. In primis il peso contenuto e il baricentro basso. La sella poi non dev'essere troppo alta, la leva del freno e della frizione devono essere regolabili nella distanza dalla manopola. Infine dev'essere presente l'Abs, considerato elemento indispensabile per la sicurezza su due ruote.
 
Analizziamo, in prmis, alcuni degli scooter che davvero si presentano ideali per lei: l'Honda SH125 Mode, disponibile da 2.675 euro, è in grado di soddisfare le esigenze femminili del trasporto urbano così come Piaggio Liberty 3V, che è disponibile con motore 125 cc a 2.220 euro e 150 cc a 2.350 euro. Immancabile anche la Vespa, nelle varianti Primavera, da 2.720 euro, e la 946, da 9mila euro, o la PX, da 3.650 euro. 
 
Ideale si presenta anche Peugeot Vivacity 125 (2.080 euro) che presenta anche un comodo vano anteriore. Suzuki si rinnova con i suoi Burgman 125 e 200, con Abs, sella bassa e sottosella capiente e prezzi da 4.190 euro. Si può, con budget un po' superiore, anche puntare su dei modelli a 3 ruote che si guidano con la patente e B e offrono una maggior sicurezza. Tra essi spiccano gli Mp3 di Piaggio (300 e 500 cc, da 6.490 euro), il Quadro S (350 cc, 7.190 euro), e il Peugeot Metropolis.
 
Passiamo alle moto. Le signore potranno mettersi al volante Harley-Davidson Dyna Low Rider (16.200 euro). Presenta una sella bassissima: appena 680 mm da terra, mentre il peso supera i due quintali. Bella anche la Triumph Bonneville (8.050 euro) con leve regolabili e sella bassa (740 mm). Immancabile anche l'italiana Moto Guzzi V7 (da 8.470 euro). Chiude la serie la Yamaha MT-07 che al prezzo più ridotto di 5.690 euro abbina qualità eccellenti di guida ma anche un approccio decisamente più abbordabile.
 
Diamo insieme un'occhiata a questi modelli, dunque, perfetti per il gentil sesso:
 

Si apre il sipario su Tricity, il primo modello a tre ruote sviluppato Yamaha. La novità principale sta tutta nel sistema LMW, Leaning Multi Wheel (multi ruota in grado di piegare) che adotta un meccanismo progettato per creare una sensazione di grande stabilità, assicurando grande facilità di guida anche per coloro che mai si sono avvicinati al mondo delle due ruote. Dietro il frontale vi è una sospensione a parallelogramma che concede al pilota la possibilità di guidare il Tricity come se fosse un normale scooter a 2 ruote, sebbene più forte sia la sensazione di stabilità. 

Altro elemento fondamentale della sospensione a parallelogramma LMW Yamaha è l’utilizzo di una speciale forcella teleidraulica cantilever di tipo “tandem” con due steli che sono separati per ogni ruota. Quelli posteriori servono per guidare, mentre quelli anteriori servono ad ammortizzare provvedendo all'assorbimento delle oscillazioni con un'escursione di 90 mm.  

Il nuovo Tricity presenta un motore 125 cc a 4 tempi raffreddato a liquido, che sembra essere stato progettato per offrire delle accelerazioni pronte già a egimi più bassi, ma assicurando anche un’erogazione progressiva a regimi elevati. Il nuovo propulsore adotta anche un cilindro speciale realizzato in lega di alluminio con una specifica percentuale di silicio e con il pistone che scorre direttamente a contatto con l’alluminio. Ciò serve a garantire un'efficace distribuzione del calore, stabilizzando le prestazioni del motore e prolungando l'efficacia del lubrificante.  

Il peso complessivo è di soli 152 kg in ordine di marcia e contribuisce a definirla come moto leggera, di dimensioni compatte e grande agilità. Il veicolo sarà disponibile in 4 diverse colorazioni: Anodized Red, Mistral Grey, Competition White e Midnight Black. Il prezzo per il Tricity, che dovrebbe essere disponibile dalla prossima estate, sarà inferiore ai 4mila euro.

Sebbene decisamente notevole sia la passione dei giovani per l'automobile, non tutti possono permettersela a causa delle perdurante crisi economica e del lavoro che, quando c'è, sembra essere sempre più precario. Francesca Sandri, studentessa magistrale di Business Informatics all’Università di Pisa che dal 2009 collabora all’organizzazione di manifestazioni nel settore automotive, ha dichiarato:

 
"I giovani con contratto a tempo determinato o precari non possono accedere al credito perché non riscuotono la fiducia delle istituzioni finanziarie. In attesa che per molti di loro arrivino i contratti a tempo indeterminato, che forniscono garanzie al credito al consumo, forse sarebbe il caso di pensare a vendite di auto a tempo ”determinato”, in pratica con una formula di credito tale e quale a quella di un lungo stage o di un contratto di lavoro a progetto". 
 
Tali parole sono state pronunciate al convegno Missione Mobilità, nel corso del quale si è parlato del futuro del mercato automobilistico e di mobilità equa, responsabile e sostenibile. Sembra che saranno ben 4 milioni i veicoli che, entro il 2020, spariranno per dare maggiore spazio al fenomeno del car sharing.  
 
Tuttavia, la Sandri non sembra essere del tutto d'accordo:
 
 “È una non verità. Secondo i risultati di un sondaggio fatto con la rete, 81 “nativi digitali” su 100, di età compresa tra i 18 e i 31 anni, hanno ancora una grande passione per l’automobile”.
 
Nello specifico, l'indagine della quale riferisce la Sandri è stata svolta su un campione di studenti e lavoratori per mezzo di Facebook, sfruttando quello che è il fenomeno del passaparola e con la condivisione di diverse sottoreti. Secondo il risultati il 45% dei giovani possiede un'auto, il 10% una moto e il 15% entrambe. Il 30%, invece, nessuno dei due. Un'auto, dunque, a tempo determinato in attesa di poterne acquistare una per sé con il proprio lavoro. Potrebbe essere interessante. A voi i commenti. 
 
 
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