Bosch, presto l'auto diventerà un "sensore" nella rete

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Wednesday, April 09, 2014 0:00

 La multinazionale tedesca Bosch sta lavorando sulle piattaforme tecnologiche interconnesse in modo che, grazie alla rete, si potranno contenere tempi di percorrenza, risparmiare del carburante, assistere il conducente e dialogare con le infrastrutture della società. Ed eCall, sistema per la chiamata automatica dei soccorsi in caso di emergenza e obbligatorio dal 2015, rappresenta solo il punto di partenza. Come ha dichiarato Wolf-Henning Scheider, membro del consiglio di amministrazione della Bosch: 

"Il nostro obiettivo è unire il mondo della meccatronica a quello digitale. La connettività segna l'avvento di una nuova epoca: fino a oggi le auto erano isolate dall'ambiente circostante, ma in futuro interagiranno".

Uno degli impieghi più immediati della vettura connessa alla rete è quello della navigazione, con la segnalazione di punti di interesse, ristoranti o colonnine di ricarica nelle vicinanze della vettura, che è possibile raggiungere con percorsi brevi e lontani dal traffico. Scheider ha aggiunto:

"Il parabrezza diventerà l'area display principale della vettura. Permetterà di visualizzare tutte le informazioni sul veicolo e i dati sull'ambiente circostante all'interno del campo visivo".

Avverrà anche l'integrazione con gli smartphone. Parliamo della funzionalità del momento che Apple già sta facendo con iPhone e CarPlay. Google sembra pronta a ribattere con Android e Open Automotive Alliance, mentre Bosch guarda a tutti e due i sistemi operativi grazie a MySpin, un sistema che integra tutti gli smartphone.

Bosch assicura che:

"In futuro, i veicoli diventeranno dei veri e propri sensori, capaci di raccogliere informazioni riguardo all'ambiente circostante e di scambiarli con altri veicoli o con un server".

Se, ad esempio, un automobilista non sa cosa lo attende dopo una curva, il sistema potrebbe già avere una risposta sulla base dei dati provenienti dall'infrastruttura o da altri veicoli, anticipando una coda o un fondo ghiacciato. Dall'avviso al conducente, fino alla frenata automatica, le contromisure sono tante e diverse. L'auto, dunque, diventa un "sensore". L'intenzione di Bosch è quella "di mettere in Rete un'intera metropoli", un percorso che dovrebbe permettere a ogni cittadino, in base alle esigenze e alle condizioni del traffico, di cambiare mezzo (passando dall'auto privata alla bici in condivisione o a una metropolitana) e di prenotare in anticipo posteggi o punti di ricarica elettrica. In tal senso esiste già Hubject, un sistema di roaming che permette di utilizzare delle colonnine di compagnie diverse e di pagare con addebito in bolletta.

Altra opportunità offerta dai veicoli in Rete è quella delle flotte aziendali. In tal senso le analisi sullo stato dei motori consentiranno di costruire degli archivi e delle statistiche per pianificare delle manutenzioni preventive prima di superare quelli che sono i limiti di usura. Insomma l'auto sensore è ciò che si immagina per il futuro ed anche la stessa Bosch ritiene fondati pienamente gli studi secondo cui i veicoli automatizzati miglioreranno dell'80% il flusso del traffico, riducendo del 90% il numero degli incidenti mortali.

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Simona Vitale

Nata a Napoli nel 1982, amo la cultura, la legge e il giornalismo. Laureanda in Giurisprudenza, mi divido fra le mie grandi passioni sia nel lavoro che nella vita. 

Facebook: Simona Vitale

 

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