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Compra un'auto on line, ma viene truffato: perde anche l'anticipo versato

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Monday, March 24, 2014 0:00

Una truffa ben ideata. Un uomo, pagando 200 euro di anticipo, pensava di acquistare una macchina di seconda mano. In realtà la vettura era stata già venduta diverse settimane fa. L'autore della truffa, poi, è scomparso così com'è apparso. Un uomo napoletano di 33 anni si è presentato a Bolzano dopo aver fissato un colloquio con un residente locale. Sul sito "Subito.it", il 33enne partenopeo aveva trovato la foto di una Panda 4x4 che aveva deciso di acquistare. L'uomo si era messo in contatto con il proprietario della macchina (o che si spacciava come tale) e gli aveva inviato 200 euro come anticipo.

Il comandante della polizia ferroviaria Vincenzo Tommaseo:

"L'acquirente è arrivato in stazione a Bolzano, dove si erano dati appuntamento. Ma dopo quattro ore ha capito di essere stato truffato e si è rivolto alla Polfer".

Dopo essersi reso conto di essere rimasto vittima di una truffa, il 33enne si è messo in contatto con gli inquirenti ai quali ha comunicato tutte le informazioni in suo possesso: dal nome e cognome del presunto venditore, al numero di cellulare, passando per la fotocopia di un documento relativo alla vettura.

Tommaseo ha poi aggiunto:

"Ma il vero proprietario aveva già venduto la macchina diverse settimane prima. Non solo: ha detto di aver ricevuto oltre una decina di chiamate, di persone che erano state truffate allo stesso modo. Ha detto che si tratta soprattutto di persone residenti nel Triveneto".

Le indagini hanno permesso di accertare che l'automobile è intestata ad un cittadino pachistano, evidenziando anche che diverse sono state le persone truffate che hanno inviato tra i 200 e i 500 euro su una carta prepagata. Dagli accertamenti della polizia ferroviaria è emerso inoltre che tutte le persone truffate hanno inviato tra i duecento e cinquecento euro su una carta prepagata. Il truffatore ha fornito i dati di quello che sembrava un normale conto corrente, mentre il denaro è finito su un conto di una società per azioni, costituita per emettere moneta elettronica. Occorre dire che i clienti potenziali, vedendo l'Iban, si sono sentiti più sicuri. Nel frattempo si configurano le ipotesi di reato, che sono truffa e sostituzione di persona, mentre le indagini continuano.

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