Codice della Strada, in arrivo il reato di omicidio stradale

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Wednesday, June 11, 2014 0:00
Come asserito dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il nuovo Codice della Strada includerà la figura del reato di omicidio stradale. Renzi già si era espresso a favore di pene più severe per coloro che guidano in maniera alterata causando incidenti stradali, spesso mortali. L'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada, parla di omicidio colposo, per il quale le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol.
 
All'incirca come il furto pluriaggravato o il borseggio in autobus. Occorre dunque una maggiore proporzionalità della pena, visto che le sanzioni effettive decise dai giudici per coloro che uccidono sono intorno ai 2 anni. In molti vedono la soluzione nell'introduzione del reato di omicidio stradale, che si avvicina a quello colposo ma prevederebbe, in caso di sua introduzione, una pena da 8 a 18 anni per coloro che causano gravi incidenti in stato alterato da droghe e alcool, con l'arresto in flagranza di reato e il ritiro della patente definitivo. Per introdurre l'omicidio stradale, diversi sono i disegni di legge in ballo. Il primo ministro parla di un vuoto del nostro codice che dev'essere colmato. Il premier ha aggiunto che, per combattere la violenza stradale occorre poi lavorare su più fronti, che interagiscano tra di loro. Come dice Renzi:
 
"Gli inglesi usano il termine 3E per indicare le cose da fare: Enforcement, Education, Engineering. La violenza stradale non è frutto del destino. Nella stragrande maggioranza dei casi, è determinata da un comportamento sbagliato alla guida. Chi si mette alla guida in condizioni fisiche alterate deve essere consapevole, e in questo caso occorre responsabilizzare, che rappresenta un pericolo per gli altri e per se stesso”.
 
 
 
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Simona Vitale

Nata a Napoli nel 1982, amo la cultura, la legge e il giornalismo. Laureanda in Giurisprudenza, mi divido fra le mie grandi passioni sia nel lavoro che nella vita. 

Facebook: Simona Vitale

 

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