Nel settore dell'abbigliamento tecnico ideale per le moto, sicuramente il casco ha un'importanza fondamentale. Ecco allora che nasce il casco Skully AR-1, ovvero il primo casco intelligente e sempre connesso, che si basa su tecnologia smartphone Android e si interfaccia con il pilota per mezzo di u display che si trova dietro la visiera. Per comprendere come funziona questo casco, basta immaginare di avere l'hardware di un tablet o di uno smartphone all'interno di tale accessorio, con battera, processore e tutta la componentistica elettronica che si trova all'interno della calotta, mentre lo schermo HUD di piccole dimensioni spunta dalla mentoniera, di fronte agli occhi del pilota.

Le indicazioni del navigatore mostrano quello che avviene dietro alle nostre spalle grazie alla videocamera posteriore. Ci saranno anche altre funzionalità supportate, capaci di sviluppare delle app specifiche per questo dispositivo, il quale ha già ottenuto delle certificazioni importanti di sicurezza. Il progetto è partito da un sito di crowdfounding, con le offerte delle persone che si sono mostrate interessate. Al momento si stanno raccogliendo gli ordini. Il casco costerà circa 1.200 euro e sarà disponibile a partire dal mese di maggio 2015.

Nel futuro delle nostre auto potrebbero esserci i pannelli solari trasparenti sulle auto elettriche che potrebbero davvero rappresentare una certezza, negli anni a vivere, soprattutto qualora si potrà trovare una soluzione ideale al problema dell'autonomia. Alcuni ricercatori della Michigan University, negli Stati Uniti, sono riusciti a creare dei pannelli fotovoltaici del tutto trasparenti chiamati TSLC, composti di sali organici capaci di catturare le radiazioni solari convogliandole verso delle celle tradizionali che sono poste ai bordi del pannello.

Queste ultime, poi, convertono la luce in energia. Sebbene quest'idea non sbuchi fuori per la prima volta, la creazione dei ricercatori USA risulta più forte in alcuni punti. In primis, nel colore. Parliamo infatti di pannelli trasparenti che consentono di vedere attraverso di essi, come se non ci fossero. Potrebbero quindi essere installati sulle superfici vetrate delle auto, dal parabrezza al lunotto ma anche sui finestrini, in modo da trasformare la vettura in una piccola centrale elettrica. La seconda novità importante è rappresentata dal fatto che le celle non sostituiscono le superfici in vetro, ma sono applicate su di esso come se fosse un adesivo. Ancora, altro vantaggio è determinato dalla versatilità. Occorrerà, però, ancora tempo affinché tali pannelli possano giungere sul mercato. Come ha asserito il direttore del progetto Richard Lunt, al momento i pannelli trasparenti riescono solo a convertire in energia solo l’1% della luce raccolta, mentre i tradizionali pannelli colorati arrivano al 7%. La ricerca ora va avanti per arrivare almeno al 5% e trasformare così il progetto in un autentico prodotto. 

Se per alcuni potrebbe sembrare davvero eccessivo, per gli appassionati rappresenterà sicuramente un optional esclusivo ed interessante. Parliamo delle cosiddette "luci pozzanghera", che un tempo erano tali da illuminare la zona piedi della vettura e che oggi invece vanno per lo più a rivestire un ruolo molto scenografico e decorativo. Una delle prime vetture ad usufruire di tale possibilità decorativa è stata la Range Rover Evoque.

Parliamo di led che sono stati posizionati sotto gli specchietti retrovisori e capaci di proiettare a terra la silhouette della vettura una volta sbloccate le portiere con il telecomando. La soluzione è stata poi riproposta anche dalle “sorelle” maggiori Range Rover e Range Rover Sport. Non manca ora anche la BMW che ha inserito tra gli optional della BMW Serie 2 Cabrio, appena presentata,  il “led door projector”, capace di proiettare a terra in tutto il suo splendore il logo della BMW. 

Sebbene probabilmente non è destinato a cambiare il corso della storia delle auto, lo specchietto retrovisore digitale che ci è stato proposto da Cadillac verrà ricordato forse come uno dei piccoli passi fatti dall'uomo per un utilizzo più pratico e sicuro. L'idea di utilizzare una telecamera posteriore e un display al posto del classico specchietto in vetro non è del tutto nuova. Audi già l'ha usata nelle auto da corsa e ne ha anche annunciato l'arrivo sulla R8 e-Tron nel 2015. La nuova tecnologia Cadillac vedrà invece la lucenel 2016 sulla CT6, una nuova ammiraglia americana di lusso destinata a sfidare Audi A8, BMW Serie 7 e Mercedes Classe S.

Secondo Travis Hester, ingegnere capo del progettoCadillac CT6, il nuovo specchietto virtuale offrirà una visuale "simile solo a quella di una cabriolet con tetto aperto", ma senza i punti ciechi creati dai montanti, dal tetto, dai poggiatesta o dagli stessi passeggeri. Il sistema della Cadillac CT6 utilizza una telecamera posteriore ad alta risoluzione che invia il segnale video ad undisplay TFT-LCD da 1.280x240 pixele 171 ppi posizionato come sempre nella parte alta e centrale del parabrezza. L'immagine dovrebbe risultare piùchiara e priva di riflessi, anche per il fatto che l'obiettivo della telecamera viene ricoperto con uno speciale rivestimento idrorepellente. 

 Ci sono sempre più bici per strada e purtroppo gli incidenti sono aumentati. Per questo Volvo ha pensato ad un progetto pioniere nel suo genere che, implementando la tecnologia già disponibile per le auto (Connected Safety), potrebbe portare ad una rivoluzione per le Un'idea che giunge a noi dalla Svezia. Parliamo di un casco speciale capace di comunicare con le auto e che, in caso di incidente, allerta il ciclista con una spia luminosa, mentre al tempo stesso avverte l'automobilista affinché corregga la manovra o freni. Ciò è possibile utilizzando una popolare app per smartphone dedicata a chi va in bicicletta, come Strava, grazie a cui la posizione del ciclista può essere condivisa con l’automobile - e viceversa - tramite il cloudVolvo. L'idea verrà presentata alla manifestazione International CES 2015 di Las Vegas.  Klas Bendrik, VP e Group CIO di Volvo Cars ha dichiarato:

La collaborazione fra VolvoCars, POC e Ericsson è una tappa fondamentale per studiare e capire quali dovranno essere i successivi passi da compiere per arrivare alla realizzazione dell’obiettivo di Volvo Car, ovvero costruire automobili che non faranno incidenti - Già oggi il nostro sistema City Safety, incluso nella dotazione standard della nuova XC90, è in grado di rilevare e segnalare la presenza di ciclisti e diattivare i freni automaticamente per evitare una collisione. Ma adesso, analizzando le potenzialità dei sistemi di sicurezza basati sul cloud, ci stiamo avvicinando ancora di più all’obiettivo di eliminare i punti ciechi che ancora rimangono fra le auto e i ciclisti, il che ci porterà a evitare del tutto gli incidenti con questi utenti della strada”.

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