Se guidare ubriachi è, evidentemente, pericolosissimo, tante sono le iniziative che vogliono mettere in guardia soprattutto i più giovani sul pericolo che la guida in stato di ebbrezza può arrecare. Il punto di partenza è sempre il medesimo: ovvero simulare lo stato d'ebbrezza mentre si è al volante. Questa volta ci pensa Ford che ha realizzato "Drink Driving Suit". Parliamo di una tuta, dotata di fasciature semirigide per ginocchia e gomiti che limitano i movimenti. Non solo, essa presenta anche dei pesi asimmetrici che compromettono l’equilibrio. Una maschera speciale restringe il campo visivo e produce un effetto di immagine sdoppiata, mentre delle cuffie rallentano i riflessi e dilatano i tempi di reazione agli stimoli acustici. 

La Drink Driving Suit è stata sviluppata da Ford con i ricercatori del Meyer-Hentschel Institut in Germania e fa dunque comprendere quali sono gli effetti devastanti provocati dall'alcool e come il suo abuso rischi di compromettere delleattività che richiedono attenzione e precisione, come quella di mettersi al volante. La Drink Driving Suit sarà utilizzata nel corso dei prossimi eventi del programma Driving Skills For Life, che prevede dei corsi gratuiti con cui Ford indirizza alla guida responsabile.

Uno studio commissionato proprio da Ford e condotto in Europa su un campione di 5.000 ragazzi tra i 18 e i 24 anni, ha messo in mostra che il 56%, ammette di aver guidato sotto effetto dell’alcool o di aver accettato dei passaggi in auto da amici che si erano messi al volante ubriachi. Il dato è preoccupante e ad esso si aggiunge anche un 66% di giovani patentati che non conosce affatto i limiti legali sui tassi alcolemici effettivamente vigenti nei loro paesi.

Ecco, nel video di seguito, come funziona e cosa rileva la Drink Driving Suit.

Spesso i pedoni si trovano in una situazione di pericolo anche quando attraversano sulle strisce. Ciò accade soprattutto in quelle strade a scorrimento veloce o anche in condizioni di scarsa visibilità. Un nuovo sistema di sicurezza potrebbe arrivare dalla Svizzera, precisamente dal Ticino. Il sistema si presenta decisamente semplice ed efficace: unacolonnina d’acciaio alta 120 centimetri viene posta al lato della strada in corrispondenza dell'attraversamento dei pedoni. Quando il pedone decide di attraversare, non deve fare altro che schiacciare la testa della colonnina e questa si illuminerà, segnalando alle vetture che qualcuno vuole attraversare. Seppur apparentemente banale, il sistema assolve ad una doppia funzione: in primis, richiama l'attenzione dei conducenti delle auto, a maggior ragione di notte, ma responsabilizza anche il pedone che sarà costretto quasi a fermarsi e premere il congegno prima di attraversare. 

 
Il sistema è stato messo a punto da una ditta locale ed è gestito da un timer che regola la durata del lampeggiamento a LED, in funzione della lunghezza del passaggio pedonale. Non solo, il segnale è accompagnato anche da un sibilo che permette a non vedenti e ipovedenti di valutare quella che è la lunghezza dell’attraversamento e il tempo necessario per poterlo compiere. 
 
Il sistema, nel Ticino, è già stato sperimentato dal TCS (Turing Club Ticino) al lido di Lugano ed è stato omologato dall’USTRA e presto sarà esteso anche altrove. Il kit base comprendedue colonnine sincronizzate fra loro che costano 3.000 mila franchi svizzeri, circa 2.500 euro.

Una notizia molto importante per la sicurezza sulle due ruote. Parliamo dell'annuncio fatto da Dainese la quale ha comunicato ieri l'uscita del primo air bag motociclistico. Parliamo di D-Air, completamente integrato in un motociclo di serie. Il primo modello che lo possiederà sarà la futuristica Ducati Multistrada 1200 D-air che monterà un sistema di comunicazione wireless con le giacche D-air Street di Ducati e Dainese. Sarà presentato il prossimo 15 aprile ed è frutto di una ricerca decisamente complessa che si basa su due elementi principali: l'unità per il veicolo M-Kit, che si compone di diversi sensori accelerometrici sulla forcella e sul telaio, ed in più un'unità elettronica centrale che contiene l'hardware e il software decisionale. La centralina contiene un veloce algoritmo di attivazione dell'airbag che interviene in caso di incidente o caduta.


Vi è poi l'unità per il pilota, chiamata J-Kit, incorporata nella giacca o nel gilet. Parliamo di un sistema radio per la trasmissione bidirezionale tra moto e pilota. La comunicazione wireless è attiva in maniera costante e, in caso di evento riconosciuto come pericoloso, si attiva il D-air tramite la parte pneumatica, dotata di generatori di gas a tecnologia "fredda" e una borsa gonfiabile di 12 litri a struttura 3D.

L'air bag incorporato nella giacca e nel gilet serve a proteggere la schiena, copre la gabbia toracica e gli organi vitali. Non solo, serve anche a limitare i movimenti del collo lavorando in sinergia con le normali protezioni che vengono usate. Basta pensare alla tuta, al casco, ai guanti. Di serie viene fornito con il più noto paraschiena dell'azienda vicentina. Tale airbag è l'unico sistema che si mostra in grado di proteggere i motocicli dal primo impatto grazie ad un tempo di intervento decisamente rapido. Impiega, infatti, circa 45 millisecondi per gonfiare la sacca. Il sistema ha superato tutti i severi test per la certificazione degli enti teutonici TŰV SŰD e ADAC (Automobile Club Tedesco), del SRA (Sécurité et Réparation Automobiles),

D-air Street_Gilet potrà essere indossato sopra il normale abbigliamento con dotazione di protezione dorsale Wave (799 euro). D-air Street GORE-TEX è invece una giacca equipaggiata con protettori di spalla, gomito e protettore per schiena Wave. Il prezzo è di 1.599 euro.

 

Riuscireste mai a pensare che entro il 2020 potrebbero esserci 0 vittime di incidenti stradali. Ebbene questo è l'ambizioso piano del colosso svedese Volvo. Michele Crisi, presidente e Ad dellla filiale italiana di Volvo, ha svelato quello che è un progetto a dir poco rivoluzionario in materia di sicurezza stradale. L'auto diventa una sorta di garanzia salva vita in quanto l'obiettivo finale è quello di non avere vittime in incidenti dove, da qualche parte, c'è una macchina del colosso svedese. Sicurezza per tutti, dunque. Cose e persone. Volvo andrebbe quindi a raffinare i tanti dispositivi di sicurezza che già sono presenti sulla Volvo in modo da arrivare all'ambito "zero morti". 

Al momento Volvo Cars ha venduto più di un milione di automobili equipaggiate con sistemi di frenata automatica e ora l'azienda vuole ampliare la sua ricerca arrivando a realizzare dei sistemi in grado di rilevare anche al buio la presenza di pedoni e introducendo dei dispositivi per ridurre le conseguenze delle collisioni con gli animali. Il tutto senza dimenticare che già i più famosi City Safety e Collision Warning con frenata automatica in futuro avranno sviluppi ulteriori.

Insomma, le speranze presto dovrebbero diventare solide realtà. 

 
 
La sicurezza dei bambini in auto è sicuramente una materia delicata e nella quale bisogna cercare di raggiungere i massimi livelli di sicurezza, per garantire la salvaguardia dei più piccoli. Ecco allora che Aton Q Platinum, il nuovo seggiolino per neonati della Cybex, ha ottenuto dei risultati decisamente positivi nei crash test realizzati dall’associazione di consumatori tedesca Stiftung Warentest. Il punteggio ricevuto è “buono” (1.6) sia per la versione che va fissata con la cintura di sicurezza, sia per quella con la base agganciabile agli attacchi Isofix. Stesso buon risultato è stato riconosciuto anche da Öamtc (Automobile club austriaco) e dal Tcs (Touring club svizzero).   
 
Per ottenere un risultato che fosse il più vicino possibile alla realtà, il seggiolino per neonati è stato sottoposto ad uno scontro frontale avvenuto a 64 km/h e ad una collisione laterale a 50 km/h, in modo da verificare quali fossero le conseguenze per il manichino, della categoria di peso per la quale è progettato il dispositivo di ritenuta). Sono valutate anche la facilità d’uso, l’ergonomia e (dal 2011) l’eventuale presenza di sostanze nocive nei materiali con i quali è realizzato. Nel modello di seggiolino in questione, la Cybex, per ridurre il rischio di difficoltà respiratorie del piccolo ha anche ideato una nuova funzione che consente di ottenere l'angolazione più piatta possibile tra testa, collo e torace, in modo da mantenere il bambino in posizione rilassata e consentendogli di respirare in maniera piena.  Regolando il poggiatesta, automaticamente il seggiolino modifica anche l'angolo di seduta che si adegua alla crescita del piccolo, andando ad offrire comfort e spazio. Con tale funzione possono così essere trasportati bambini fino a 13 kg di peso girando il seggiolino nel senso opposto a quello di marcia, che comunque rappresenta la posizione più sicura.
 
 
 
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