Lo scontro sembra essere aperto tra alcuni deputati del Partito democratico e l’Associazione delle Assicurazioni, ovvero l’Ania. Il motivo sta nella presentazione da parte di un gruppo di deputati del Pd, capeggiati da Leonardo Impegno e Valeria Valente di una proposta di legge volta ad ottenere la tariffa Rc auto unica per gli assicurati virtuosi, ovvero per coloro che causano pochi o zero sinistri. L'idea, in sintesi, starebbe nel fatto che un cittadino italiano che in 5 anni non è stato protagonista di incidenti stradali, ovunque si trovi, abbia diritto a pagare la migliore delle tariffe possibili, che abiti a Palermo o a Bolzano. La proposta di legge è d'iniziativa popolare, quindi necessita di 50.000 firme. Verrà promossa anche dal Comune di Napoli, dall'associazione Radicali per la "Grande Napoli" e dai giovani democratici del capoluogo campano. Secondo un comunicato dell'ANIA, però, la proposta sarebbe illegittima e pronta è arrivata la replica: 

 
“Invece di sostenere misure improponibili dal chiaro sapore elettorale, occorrerebbe affrontare le vere ragioni che tengono alti i prezzi della Rc auto in alcune province del Sud”. 
 
Secondo l’Ania, se quella proposta diverrà legge, gli assicurati che causeranno anche un solo sinistro nei cinque anni, saranno costretti a pagare premi insostenibili, vicini al costo del danno provocato. Per coprire tale disavanzo che si realizzerebbe, le Compagnie sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata in  modo da colpire con degli aumenti ingiusti e rilevanti le comunità di automobilisti più virtuose. Secondo l’Ania, gli automobilisti napoletani, anche quelli virtuosi hanno una maggiore propensione a causare sinistri. Una rilevazione dell’Associazione ha messo in evidenza che i sinistri collocati nella prima classe di bonus malus si attestavano nel 2012 all’8,1% a fronte della media nazionale del 5,63%. Quindi, sarebbe questa la ragione per cui i prezzi della Rc auto non possono essere uguali, altrimenti si realizzerebbe un’ingiustizia. L'ANIA si scaglia poi contro il comune di Napoli:
 
L’ente locale partenopeo potrebbe collaborare più attivamente con la magistratura per ridurre il numero abnorme di frodi automobilistiche nella provincia campana. Oppure operare per una migliore manutenzione delle strade visto. O, infine, contrastare con maggiore decisione il fenomeno, anch’esso grave nella provincia napoletana, degli automobilisti privi di copertura assicurativa”.
 
 
La scatola nera rappresenta quel dispositivo che, una volta istallato a bordo dell'auto, registra il comportamento alla guida. In questo modo, in caso di incidente, è possibile ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente in modo da scoprirne le vere responsabilità. Sembra dunque facile immaginare che, una diffusione quindi delle scatole nere a macchia d'olio in Italia, determinerebbe il fatto che le assicurazioni sarebbero costrette a scontare di molto l’Rc auto. Al momento alcune compagnie assicurative dispongono già di due tipi diversi di Rc auto: una normale e una comprendente l’istallazione di una scatola nera.  
 
Sembra che il costo della scatola nera venga in realtà addossato in parte all’automobilista al momento della stipula dell’assicurazione, un’assicurazione che poi verrebbe scontata circa del 10%. Vien dunque da chiedersi se tutto ciò sia davvero conveniente. Se si guarda il tutto nell'ottica del lungo termine e se ci si ritiene assicurati ” virtuosi “ la risposta è sì, poiché in caso di sinistro la scatola nera riprenderà le responsabilità altrui senza aver problemi di risarcimento o di declassamento.
 
Il guadagno da parte delle imprese assicurative è interessante poiché, le assicurazioni con il minimo sconto sull’Rc auto, si garantirebbero meno frodi e più trasparenza relativa alle vicende dei sinistri.

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