Guidare dei veicoli alimentati da energia elettrica potrebbe ridurre del 70% la percentuale di decessi causati dall'inquinamento atmosferico. Ciò emerge da un'analisi condotta dall'università del Minnesota e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. Invece, passare da auto a benzina a quelle alimentate a etanolo derivato dal mais o a energia elettrica ricavata dal carbone, potrebbe fa aumentare i decessi fino all'80%. L'indagine prende in esame il ciclo di vita dei veicoli convenzionali e alternativi e il loro impatto sulla salute pubblica.

I ricercatori hanno proceduto alla valutazione del cambiamento delle concentrazioni di 2 importanti inquinanti, il particolato e l'ozono troposferico, in base al tipo di alimentazione dei veicoli. Hanno poi esaminato sia le emissioni delle auto sia quelle generate per produrre carburanti ed elettricità. 

 "Lo studio - come ha spiegato Chris Tessum, uno degli autori - dimostra l'importanza dell'energia elettrica pulita, ad esempio da gas naturale o fonti rinnovabili, nel ridurre sostanzialmente gli impatti negativi del trasporto sulla salute". "Il nostro lavoro mette in evidenza la necessità di guardare al ciclo di vita della produzione di energia e il suo uso, non solo a ciò che esce dagli scarichi. Se ignoriamo le emissioni a monte per la produzione di carburanti ed elettricità, sottovalutiamo l'impatto del trasporto sulla qualità dell'aria".

Vorreste conoscere il grado di inquinamento delle diverse zone della vostra città? Da oggi è possibile grazie a Monica (“Monitoraggio Cooperativo della Qualità dell’aria). Parliamo, per l'appunto, di uno strumento elettronico che permette di misurare l'inquinamento in diverse zone della città e di individuare un percorso alternativo in modo da ridurre l'esposizione allo smog.
 
Tale piattaforma è stata realizzata dall’ENEA, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile. Il dispositivo è economico e portatile e si basa su un sistema multisensoriale che a sua volta si basa sull’open source. Agganciato alla borsa o al manubrio della bici, esso consente agli utenti di monitorare l’aria intorno in maniera costante. In gergo tecnico viene anche chiamato "naso elettronico". Prevedibilmente, non poteva mancare la funzione social network grazie a cui è possibile condividere il proprio percorso, e relative informazioni sull'inquinamento, con altri utenti. 
 
Il dispositivo è stato sviluppato presso il centro Enea di Portici (Napoli) e consente di ricevere una valutazione della qualità dell’aria attraverso brevi report. A breve i ricercatori campani svilupperanno anche nuove applicazioni in grado di fornire delle informazioni di tipo quantitativo. Monica è stato finanziato dal programma POR- Campania e il suo fine nobile è quello di sensibilizzare i cittadini al problema dell'inquinamento, davvero notevole nelle più grandi (e non solo) città italiane.

In Cina è stop alla produzione di batterie elettriche per auto. Ciò perché la loro produzione, necessaria per le macchine a zero emissioni, rappresenta una delle cause principali dell'inquinamento nel paese asiatico. Il paradosso viene confermato dai dati sull'uso sproporzionato della grafite, se pensiamo al fatto che ogni macchina elettrica ha bisogno di circa 50 chili di grafite, che scende a 10 nel caso delle ibride. 

 
La grafite viene estratta dalle miniere e messa in lavorazione in Cina con il più alto livello di inquinamento dell'aria, dell'acqua e delle coltivazioni. Pertanto sarebbe la causa principale dell'elevato tasso di inquinamento cinese.
 

Di fronte a ciò, l'Australia, che rappresenta uno dei paesi più incontaminati del mondo, vede dinanzi ai suoi occhi una vera e propria miniera d'oro e delle nuove prospettive economiche. A causa del numero crescente di richieste di auto elettriche e ibride, il paese oceanico ha riaperto la miniera di grafite di Uley che era stata chiusa negli anni'80 proprio a causa della concorrenza della Cina. Si stima che, entro il 2018, ci sarà un aumento del 52% con un giro d'affari da 41 miliardi di dollari.

La lotta all'inquinamento atmosferico può passare anche attraverso l'adozione di mezzi del trasporto pubblico che siano efficienti ed ecologici. Dal Trentino Alto-Adige arrivano così gli autobus identificabili dalla sigla Citywide Lf Cn280ub4x2eb Euro 6, prodotti dalla Scania e alimentati a gas. Tali autobus arricchiranno la flotta di Trentino Trasporti Esercizio e questa acquisizione di autobus a gas sarà la prima effettuata in Europa. 

 Roberto Caldini, direttore dell’unità Buses & Coaches di Italscania, ha dichiarato:
 
Per noi è motivo di grande soddisfazione aver concluso, primi in Europa, il contratto di fornitura dei primi autobus Euro 6 a gas. Questa fornitura rappresenta un ulteriore passo verso un trasporto pubblico ecosostenibile. Siamo, inoltre, particolarmente orgogliosi che un cliente storico ed attento alle problematiche ambientali come Trentino Trasporti abbia colto questa opportunità che avrà, sicuramente, positive ricadute sull’intero territorio provinciale. E’ importante sottolineare come Scania sia riuscita a realizzare motori a gas le cui prestazioni sono del tutto paragonabili a quelle dei motori diesel. Per Scania, infatti, la ricerca della sostenibilità ambientale va sempre di pari passo con l’efficienza operativa e dei consumi”.
 

Facile immaginare che il provvedimento possa essere accolto con grande favore dove il problema delle emissioni nocive supera i limiti previsti dalla normativa, provocando il blocco della circolazione dei veicoli considerati più inquinanti.

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