La situazione in tema di immatricolazioni auto è decisamente diversa a seconda del Paese al quale ci riferiamo. In Francia, nello scorso mese di febbraio, è stato registrato un calo dell'1,4% (pari a 141.300 unità), dopo che nel mese di gennaio c'era stata una lieve crescita. La notizia è stata fornita dalla Ccfa, l'Associazione dei costruttori francesi di automobili che però hanno constatato un aumento delle vendite con Psa Peugeot (4,2%) e con il gruppo Renault (1,7%). Se oltralpe calano le vendite dei produttori stranieri, la Fiat è riuscita comunque a strappare un 1,6%. Bene anche Alfa Romeo.

 

Situazione diversa in Giappone dove, a febbraio, le immatricolazioni hanno registrato un incremento del 15%, escludendo le minicar. Lo scorso mese sono stati venduti 336.176 auto, camion e bus superiori a 600 cc. Tale incremento, però, rischia di crollare a marzo a causa della tassa sui consumi che dal primo aprile aumenterà all'8% (attualmente è al 5%).

 

Anche in Spagna le immatricolazioni di febbraio sono cresciute del 17,8%, (parliamo di 68.763 unità) grazie al beneficio della rottamazione decisa dal governo iberico. A renderlo noto l'Anfac, l'Associazione spagnola dei fabbricanti di auto.

 
In una nota si legge: "Febbraio è stato un mese di forte rialzo delle vendite grazie al sostegno del piano Pive 5".

Oltreoceano, in America, Fiat Chrysler ha fatto sapere che le vendite di Chrysler sono cresciute e la casa Detroit, che fa parte di Fiat Chrysler Automobiles, ha registrato un aumento delle immatricolazioni di 154.866 unità (11%). Il comunicato della società rende noto che è buona la performance per i marchi Chrysler, Jeep, Ram Truck e Fiat, che, su base annuale, hanno tutte registrato un aumento delle vendite.
 

Buone sembrano essere le notizie per il mercato delle flotte aziendali a noleggio e del rent-a-car. Nel 2013, e nei primi mesi del 2014, nonostante la crisi e gli aumenti dell'imposizione fiscale, vi è stata una crescita. In base a questi dati, l'ANIASA, l'Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria, propone il ripristino della normativa sulla fiscalità dell’auto aziendale, in modo da riportare la deducibilità dal 20% al 40%. Le stime elaborate, in caso di tale intervento, prevedono 2 possibili scenari. In primis 20.000 immatricolazioni in più per il solo settore del noleggio e, in ottica più positiva, l'immatricolazione di 47mila veicoli in generale. Tutti e due i casi produrrebbero un beneficio per l'Erario netto addizionale di 45 milioni e 107 milioni di euro (rispettivamente per i due casi sopracitati). 

 I dati relativi ai primi tre mesi del 2014 mostrano segnali incoraggianti: aumenta nuovamente il fatturato (+2,5%), mentre resta stabile la flotta circolante. Crescono le immatricolazioni dei veicoli +6.000 unità) che sostengono un mercato auto che ad aprile risulta ancora in difficoltà, raggiungendo il traguardo del 22,6% di incidenza sull’intero immatricolato, infatti su dieci auto nuove, due sono a noleggio.

I dati dei primi mesi del 2014 confermano anche quello che è l'andamento positivo del noleggio a breve termine con un giro d’affari in crescita dell’1,3% rispetto ai mesi rispettivi dello scorso anno e con indicatori positivi. Ciò accade soprattutto per i giorni di noleggio (+1,1%) e il numero di noleggi (+1,6%). Il giro d'affari è mantenuto a buoni livelli soprattutto grazie ai noleggi registrati presso i desk aeroportuali che vanno a compensare il leggero calo subito dal business nei centri cittadini. Le immatricolazioni ricevono un buon  +14%, crescendo di ben 3.300 unità.
 
 

Sebbene non sia la prima volta che accade, fa sempre specie sapere che nei registri della motorizzazione civile non ci sono più targhe. Questo è il motivo per cui molti automobilisti non possono ritirare la macchina che hanno appena acquistato. L'allarme è stato lanciato da Unasca, associazione delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica. L'associazione parla di “prolungata mancata produzione e relativa consegna da parte del Poligrafico dello Stato”.

Occorre ricordare che la produzione delle targhe rappresenta ancora un monopolio dello Stato. L’Ipzs le produce e poi le invia agli uffici provinciali della motorizzazione, dove poi le acquistano le concessionarie (una coppia targhe standard per autovettura costa 40,60 euro) salvo poi associare ogni coppia ad un numero di telaio, in modo da poter finalmente immatricolare la vettura. L'Unasca ha aggiunto che la mancanza di targhe grava “su tutta la filiera del settore fino agli automobilisti, perché si fermano le immatricolazioni, con disagi e danni per gli operatori, comprese le agenzie di pratiche auto che non possono targare i veicoli e per i cittadini che non possono ritirare il veicolo che hanno acquistato”.

Ottorino Pignoloni, segretario di Unasca, ha dichiarato che si tratta di:

"Una situazione estremamente grave che si ripropone, ancora una volta in prossimità di un  fine mese, periodo nel quale, come è noto, si registra il maggior numero di richieste di immatricolazioni, con il rischio quindi di danneggiare il mercato automobilistico di aprile. Una situazione di crescente disagio che vedrà sempre più territori impossibilitati a targare i veicoli mentre gli utenti saranno costretti a subire ritardi per ritirare il veicolo acquistato in prossimità del ponte del 1° maggio, oltre agli evidenti danni agli operatori del settore".

script payclick

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand