Guida in stato di ebbrezza, addio ai lavori utili se l'automobilista non ha smesso di bere

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Wednesday, April 30, 2014 0:00
Secondo quanto riferisce il Codice della strada al di fuori di quelli che sono i casi più gravi di incidenti stradali, la pena detentiva e pecuniaria per coloro che guidano in stato di ebbrezza può essere sostituita con un lavoro di pubblica utilità. Parliamo di un'attività non retribuita a favore della collettività che si deve svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonché presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. La durata del lavoro di pubblica utilità corrisponde a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria, facendo equivalere 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. 
 
Quando il lavoro viene svolto in maniera positiva, il giudice fissa una nuova udienza per dichiarare estinto il reato e dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente, revocando anche la confisca del veicolo sequestrato. Qualora ci sia la violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con il ripristino di quella sostituita e della sospensione della patente e della confisca. Tuttavia, ora è intervenuta la Cassazione che stabilisce che l'automobilista debba dire addio a quelli che sono i lavori di pubblica utilità se il soggetto in questione non ha smesso di bere. 
 
Spetta alla discrezionalità del giudice negare la sostituzione della pena al reo che non mostra la volontà di liberarsi dall'alcool-dipendenza, secondo quanto stabilito dalla sentenza 16056 del 19 novembre 2013, pubblicata l’11 aprile 2014. La Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista contro la decisione della Corte d’appello di Firenze, la quale lo aveva ritenuto colpevole della contravvenzione poiché aveva guidato in stato di ebbrezza.
 
 
La Corte di Firenze ha dichiarato dunque inammissibili i lavori di pubblica utilità per il soggetto in questione (con placet della Cassazione dunque) e il guidatore deve anche pagare 1.000 euro di spese legali.
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Simona Vitale

Nata a Napoli nel 1982, amo la cultura, la legge e il giornalismo. Laureanda in Giurisprudenza, mi divido fra le mie grandi passioni sia nel lavoro che nella vita. 

Facebook: Simona Vitale

 

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