Ormai è davvero tutto pronto per la Coppa d'Oro delle Dolomiti. Dal 17 al 20 luglio l'omaggio sarà rivolto alle edizioni storiche che si sono svolte dal 1947 al 1956. Come ha detto Alessandro Casali, presidente del Comitato Organizzatore: 
 
"E’ un ritorno alle origini che segna un altro passo nella direzione di una crescita della gara all’insegna della tradizione e dell’innovazione".
 
Ancora una volta il percorso si dipana tra le alte quote delle montagne fra Veneto e Trentino Alto Adige. Le iscrizioni sono aperte fino al 7 giugno sul sito www.coppadorodelledolomiti.it. Ad aderire, in rappresentanza dei marchi Mercedes, Porsche, Austin Healey, BMW, Ferrari, Alfa Romeo, Bugatti e Maserati, sono già stati in molti. Quest'anno è inoltre prevista la partecipazione di diversi campioni dello sport. Parliamo di gente del calibro di Jarno Trulli, famoso pilota italiano di Formula 1, il quindici volte campione del motomondiale, Giacomo Agostini e di Gianni Rivera e Nicola Pietrangeli, stelle rispettivamente del calcio e del tennis. 
 
Alla corsa può partecipare un numero massimo di 180 auto costruite tra il 1919 e il 1961, sebbene sia prevista unacategoria speciale (con apposita classifica) riservata ad un numero massimo di 30 auto che siano state costruite tra il 1962 e il 1965 e che si siano distinte per meriti sportivi o di un certo interesse storico. I piloti dovranno marciare per ben 584 chilometri, divisi in due tappe. Da percorrersi saranno benquattordici passi dolomitici. 
 
La partenza è prevista alle 8.30 di venerdì 18 luglio da Cortina D’Ampezzo per fare tappa, dopo la sosta prima a Belluno e poi a Bolzano, a Merano alle 18.30. Sabato 19 luglio si riparte da Merano (sempre alle 8.30) e, dopo un passaggio dal circuito dei passi dolomitici e Corvara, si arriverà poi nuovamente a Cortina alle 17:30.

La sfida sembra essere aperta. Una Mercedes S 500, programmata con sistema Intelligent Drive per una guida in totale automatismo, ha percorso ben 100 chilometri senza toccare mai volante, freno o acceleratore, per andare da Mannheim a Pforzheim. Differente dal prototipo di auto a guida autonoma lanciato da Google, la Mercedes S 500 Intelligent Drive si caratterizza non solo per il fatto di avere volante, pedali ed altri controlli comunque a disposizione del conducente, ma anche per il fatto che ha effettuato il suo percorso di prova non attraverso strade chiuse al traffico, ma attraverso villaggi e cittadine, strade provinciali e autostrade.

Facile, però, immaginare che l'organizzazione informatica del percorso è stata alquanto complessa. Ovviamente non erano sufficienti le mappe elettroniche il punto di partenza e quello d'arrivo, oppure inserire nel navigatore a bordo la sola destinazione finale. Gli ingegneri Mercedes hanno creato un apposito software utilizzando il sistema di mappe della Nokia, su cui andava registrato e disegnato ogni minimo tratto del percorso. Successivamente è stata modulata ogni singola caratteristica planimetrica e altimetria, con immagini tridimensionali in 3D.

Gli ingegneri hanno poi fatto ricorso alle immagini aeree e ai dati LIDAR (acronimo dall'inglese di Laser Imaging Detection and Ranging). Parliamo di una tecnica di telerilevamento che consente di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando un laser. La Mercedes S 500 Intelligent Drive risulta anche equipaggiata con dei rilevatori radar anteriori e posteriori, nonché con una telecamera stereoscopica che ne consente la visione anche a 360 gradi. Parliamo di un apparato hardware che è dotato di una potenza di calcolo supplementare e sistemato poi nel bagagliaio, con un software interno che è capace di riconoscere automobili, biciclette ed altri veicoli, nonché pedoni, segnaletica orizzontale e verticale, semafori e vari edifici. In funzione di ciò che viene rilevato, il sistema aziona freni, sterzo, accelera, decelera e aumenta la velocità se la strada è libera.

 

Quella che sarà l'auto che si guida da sola, e di cui abbiamo già sentito parlare, avrà necessità di comunicare con i passeggeri, i pedoni e comunque con gli altri utenti della strada. Una delle prime Case a porsi la necessità di ovviare a questa esigenza è stata Mercedes che si chiede quale potrà mai essere il linguaggio robotizzato.

Questa è la ragione per cui si sono riuniti i vertici della Mercedes dei reparti Ricerca e Sostenibilità, che sono guidati da Herbert Kohler ed esperti futurologi interni, tra cui spicca Alexander Mankowsky. Kohler sottolinea che l'arrivo sulle nostre strade delle auto robot non solo rappresenta una sfida tecnologica, ma anche cela la necessità di renderle parte integrante di quello che sarà il traffico del futuro, per cui saranno importanti agenti come i sensori di bordo”.

Nel corso del Mercedes-Benz Future Talk "Robotics" Mankowsky ha invece ricordato come sia necessario sviluppare un nuovo vocabolario robotico per le auto autonome, che non sia destinato ad essere "parlato" o compreso dagli umani ma sia “utile per creare quel rapporto di fiducia e sicurezza necessaria nella sempre più complessa comunicazione uomo-macchina.”

La Prof.ssa Ellen Fricke della Chemnitz Technical University ha focalizzato il suo intervento sulla necessità di sviluppare una nuova forma di comunicazione gestuale fra uomo e macchina, con un “dizionario della gestualità robotica e un database completo della gestualità umana di più largo utilizzo.”

Un camion che si guida da solo? Ebbene sì. Il veicolo in questione ha percorso un tratto dell’autostrada A14 nei pressi della città tedesca di Magdeburgo. Parliamo di un Mercedes allestito di tutti i dispositivi che gli consentono una guida in totale autonomia. Il test dimostrativo è parte del programma Mercedes Future Truck 2025. Mercedes ha presentato quello che è il frutto della sua ricerca ad una platea decisamente vasta sia di giornalisti che di addetti ai lavori del settore dei trasporti.

Il tutto illustrando quelli che sono i tanti programmi in materia di guida autonoma per il trasporto merci. Secondo il capo di Mercedes Truck Wolfgang Bernhard, nel 2025 il traffico merci sulle lunghe percorrenze si baserà su mezzi a guida autonoma.   Secondo Bernhard, la concretizzazione del trasporto autonomo per il 2025 dipende dalla rapidità con cui l’apparato pubblico realizzerà quello che è il quadro normativo indispensabile e attuerà tutte quelle che sono le infrastrutture necessarie per dare agli automezzi “autonomi” quelle che sono le coordinate necessarie per poter viaggiare. Per quanto riguarda gli automezzi, il sistema Highway Pilot ha dimostrato di essere già in condizioni di operare in piena sicurezza ed economia.

Bernhard ha sottolineato che il sistema rappresenta un notevole miglioramento sul piano dell’efficienza e della sicurezza, ma anche del risparmio grazie all’ottimizzazione della guida in funzione del contesto nel quale il camion si muove.

Il nome di uno dei più grandi viaggiatori di sempre, Marco Polo, è stato scelto da Mercedes per battezzare quello che è il suo nuovo camper compatto realizzato sulla base del nuovo Classe V con la collaborazione dello storico partner Westfalia. Presentato al Salone di  Dusseldorf, uno dei pregi migliori del camper è quello di unire tecnologia ed alta qualità della vita a bordo con quelle che sono però le caratteristiche di un camper tradizionale, come armadietti, tavolino, letto etc.

Il motore è il notor 2.1 turbodiesel della Classe V, declinato però in tre livelli di potenza, 136, 163 e 190 CV, così come le sospensioni e il feeling di guida. Con 5,14 metri di lunghezza, Marco Polo non necessita di parcheggi specifici ed è alto 1,98 metri senza porre limiti all'ingresso in parcheggi sotterranei o gallerie. Anche gli interni sono di classe, con pannelli e rivestimenti realizzati in colorazioni porcellana che amplifica le sensazioni a bordo, mentre i sedili sono disponibili in vari tipi di pelle. L'illuminazione interna è garantita del tutto da luci a LED incassate e il modulo della cucina integra due fornelli a gas, un lavandino e un frigorifero da 40 litri con congelatore. Il serbatoio dell'acqua potabile contiene 38 litri, mentre quello delle acque scure arriva a 40 lt. Inoltre, il camper può contare su tutti i sistemi di sicurezza già presenti sul Classe V, compresi quelli avanzati di assistenza alla guida che si basano su radar e telecamere.

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