Sebbene iniziata dallo scorso mese di marzo, la battaglia tra il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e l'ANCI, associazione dei comini, continua.  Il ministro dei Trasporti aveva detto, rispetto a coloro che sforano sulle strisce blu, che non ci deve essere multa. Dunque, nessun verbale di 25 o 41 euro. I comuni ritengono invece legittima la contravvenzione che interpretano così l'articolo 7 del Codice della Strada. Viene  dunque da chiedersi quanto debba pagare, almeno secondo il ministro, coloro che sforano sulle famose strisce. Il tutto alla luce del fatto che i comuni continuano a multare, mentre il ministro insiste nel dire che tali multe sono illegittime. 

Secondo Lupi la regolamentazione della sosta è materia di competenza comunale, ma i Comuni possono irrogare penali o sanzioni pecuniarie nei confronti di chi sosta oltre il termine per cui ha pagato solo ad una condizione. Il Comune deve infatti emanare una specifica delibera. Inoltre la penale dev’essere congrua e commisurata. Si apre qui un altro fronte, ovvero quando e se i Comuni ammetteranno l'illegittimità della multa, si potrà aprire un altro fronte, quello dell'entità della penale. Essa è dovuta per il fatto che il Comune spende soldi per la notificazione della sanzione all'automobilista. 

 
La commissione Trasporti della Camera ha approvato una risoluzione nella quale si chiede al ministero dei Trasporti di emanare una circolare per stabilire che chi sfora sulle strisce blu deve solo pagare l'integrazione ed un'eventuale penale stabilita dal Comune. Tuttavia, la situazione fa pensare che una vera e propria soluzione si avrà solo con una riscrittura del Codice della Strada, pieno di cavilli intricati e in quanto tale soggetto a tante interpretazioni. Facile intuire che i Comuni interpretano sempre a proprio favore.
 

Le nuove norme sul Codice della Strada, previste dalla Legge 120 del 2010 (ART.25) non sono mai entrate in vigore. Tali norme prevedevano la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade (quando l’autovelox è situato su strade gestite da Province, Regioni, Stato). Tuttavia, affinché tale regola diventasse effettivamente operativa, occorreva un decreto interministeriale attuativo, che mai c'è stato. Tuttavia, ora, questa lacuna normativa deve essere esaminata dalla Conferenza Stato-Città e autonomie locali, in modo da poter procedere a rendere operativa la Legge tramite il decreto. Quando il decreto verrà approvato, il 50% degli introiti delle multe per eccesso di velocità finirà nelle casse dei proprietari delle strade (Province, Regioni, Stato) dove sono installate le macchinette.

Inoltre, i Comuni avranno l'obbligo di rendicontare le entrate, entro il 31 maggio dell'anno successivo a quello cui si riferisce il rendiconto. La comunicazione avverrà in via telematica, tramite un determinato portale. Per gli apparecchi utilizzati in modalità automatica sarà sempre necessaria una verifica metrologica almeno ogni anno ed, inoltre, sopra ogni macchinetta dovrà esserci il cartello di preavviso con una colorazione diversa, come prevede il Codice della Strada. 

 
Per quanto riguarda il Tutor, che rileva la velocità media in un tratto di autostrada, occorre un semplice calcolo matematico. Basterà tener conto delll'orario del passaggio del veicolo sotto un primo portale e poi un sotto un secondo portale, distanti fra loro 15-20 chilometri. Il decreto prevede che sarà possibile fare ricordo al Giudice di pace o al Prefetto per opporsi contro le multe date dal Tutor. Sarà competente quello della zona del secondo portale. 
 

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