Le nostre città spesso si caratterizzano per presentare delle strade con delle buche che non pochi problemi causano agli automobilisti, in relazione alla loro sicurezza e a quella delle vetture. Inevitabili, dunque, le proteste contro quelli che sono davvero nemici della viabilità e che hanno sollevato anche l'attenzione di un fotografo decisamente creativo come Davide Luciano che, da Montreal, ha deciso di porre l'accento sul problema delle buche riempiendola di ciò che, vuota, avrebbe potuto contenere. Il progetto si chiama Potholes ed è opera, per l'appunto di questo fotografo creativo che ha esposto le sue opere surrealiste in Canada e negli USA. Tra i premi più importanti che gli sono stati conferiti si ricorda quello che gli è stato conferito dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York City.
 
Dicevamo che da Montreal è iniziato un vero e proprio itinerario per gli USA  facendo tappa a New York, Los Angeles e Toronto. Una buca, come si vede da alcune foto che vi mostriamo di seguito, diventava un luogo nel quale pescare. Un altro diventava un piatto, un'altra un mare nel quale prestare la propria opera di soccorso in stile Baywatch. Sebbene facciano sorridere, le foto mettono in mostra quella che è la frustrazione di alcuni cittadini che, dinanzi all'incapacità delle amministrazioni locali di far fronte una volta e per tutte alla situazione, si danno da fare per riempire delle buche vuote.
 
 
Questo progetto chiamato Potholes è stato ideato e realizzato da Davide Luciano, fotografo e regista residente a New York. Mostre personali o collettive hanno ospitato le sue opere surrealiste in Canada e negli Stati Uniti. Tra i premi più importanti vinti da Luciano si ricorda quello conferitogli dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York City. Alla realizzazione del progetto ha collaborato la moglie Claudia Ficca, fotografa di Montreal, specializzata in food styling.

Un camion che si guida da solo? Ebbene sì. Il veicolo in questione ha percorso un tratto dell’autostrada A14 nei pressi della città tedesca di Magdeburgo. Parliamo di un Mercedes allestito di tutti i dispositivi che gli consentono una guida in totale autonomia. Il test dimostrativo è parte del programma Mercedes Future Truck 2025. Mercedes ha presentato quello che è il frutto della sua ricerca ad una platea decisamente vasta sia di giornalisti che di addetti ai lavori del settore dei trasporti.

Il tutto illustrando quelli che sono i tanti programmi in materia di guida autonoma per il trasporto merci. Secondo il capo di Mercedes Truck Wolfgang Bernhard, nel 2025 il traffico merci sulle lunghe percorrenze si baserà su mezzi a guida autonoma.   Secondo Bernhard, la concretizzazione del trasporto autonomo per il 2025 dipende dalla rapidità con cui l’apparato pubblico realizzerà quello che è il quadro normativo indispensabile e attuerà tutte quelle che sono le infrastrutture necessarie per dare agli automezzi “autonomi” quelle che sono le coordinate necessarie per poter viaggiare. Per quanto riguarda gli automezzi, il sistema Highway Pilot ha dimostrato di essere già in condizioni di operare in piena sicurezza ed economia.

Bernhard ha sottolineato che il sistema rappresenta un notevole miglioramento sul piano dell’efficienza e della sicurezza, ma anche del risparmio grazie all’ottimizzazione della guida in funzione del contesto nel quale il camion si muove.

E' notizia recente che, a cominciare da quest'anno, le nuove vetture verranno dotate di una particolare tecnologia capace di salvare la vita di automobilisti e passeggeri. Si tratta di un sistema in grado di trasmettere informazioni e dati verso tablet e smartphone, attraverso codici "QR" e etichette identificative a radiofrequenza, denominate "Rfid". In tal modo, viene fornita un'identità elettronica a diversi oggetti. 

La prima casa automobilistica a dotare le proprie vetture della tecnologia QR salva vita sarà la Mercedes Benz, al fine di facilitare gli interventi di soccorso, qualora si verificassero incidenti stradali. 
Finora, tale metodologia avveniristica è stata applicata nel settore logistico, industriale, energetico, ambientale, assistenziale. Da quest'anno i QR Codes consentiranno ai soccorritori di visualizzare sui dispositivi il prontuario di sicurezza del veicolo, che è, in sintesi, un "documento" identificativo provvisto di ogni caratteristica tecnica. 
In pratica, tale innovazione si basa su un metodo definito "Adac", in tedesco "Allgemeiner Deutscher Automobil-Club". Si tratta di un sistema il quale stabilisce che a bordo della vettura deve essere installata una copia strutturale dello schema, affinché i soccorritori possano essere in grado di consultarlo e smontare, in condizioni di sicurezza, un veicolo distrutto da un incidente. Tale metodo permette al personale medico, alle forze dell'ordine e ai vigili del fuoco di verificare in modo celere la posizione delle varie parti importanti dell'auto, quali serbatorio, airbag, batteria.
Poiché, in caso di incidente, ogni attimo diventa fondamentale per poter intervenire in tempo utile, diviene basilare reperire ogni tipo di informazione il prima possibile. Ad esempio, saper procedere in maniera esatta al taglio delle lamiere al fine di estrarre velocemente gli occupanti della vettura, è assolutamente operazione indispensabile per salvare la vita.
I QR code delle vetture, non appena vengono letti dal tablet o dallo smartphone, permettono quindi ai soccorritori di accedere allo schema dell'auto, senza creare danni quali autocombustione o innesco airbag. Le informazioni del veicolo vengono perciò lette senza che sia necessaria la collaborazione dell'automobilista; grazie all'utilizzo del QR code, il proprietario, in un momento critico quale è l'incidente, non deve più pensare a cercare, nella propria auto, il manuale di sicurezza. 

 

QQr-code-auto


La Daimler, che è la casa madre di Mercedes Benz, ha stabilito che la scelta della posizione dei QR code sulle vetture è fondamentale per semplificare l'accesso ai documenti salva vita. Per tale motivo, sono state selezionate due location strategiche: il tettuccio del lato opposto del veicolo e lo sportellino del carburante. Tali posizioni sono state preferite per due ragioni principali: possono essere raggiunte facilmente dagli operatori esterni e raramente possono essere danneggiate in maniera grave contemporaneamente nello stesso incidente. 
Tutti le nuove auto di casa Mercedes Benz verranno dotate dei QR code, con adesivi particolari. Inoltre, dietro richiesta, tale tecnologia potrà anche essere applicata sulle vetture già circolanti. 
Poiché i QR code sono uno strumento fondamentale per i soccorritori, la casa automobilistica Mercedes Benz ha preferito rinunciare al diritto di brevetto, anche per un altro motivo basilare: la sicurezza appartiene a tutti, marchi compresi. In questo modo, la casa tedesca si augura che anche gli altri produttori delle quattro ruote possano introdurre, sui propri modelli, tale tipo di innovazione tecnologica.
Lo smart tagging si sta rivelando un servizio utile e fondamentale per salvare la vita in caso di incidente automobilistico. Mercedes Benz, rinunciando al brevetto, ha voluto sensibilizzare il settore dell'automotive, al fine di rendere più efficace la sicurezza stradale.

 

Così come accade nel mondo del web, anche in quello delle auto accade il fenomeno dei furti d'identità. Così, dalle più recenti applicazioni elettroniche, arriva Identitag, che si propone di arginare il fenomeno. Una naturale evoluzione del sistema di marchiatura dei vetri IdentiCar nata nel 1978 e del più ampio concetto di identificazione visibile del veicolo. Parliamo di IdentiTag che permette di realizzare l'identificazione elettronica invisibile del veicolo, dei suoi documenti e della sua stessa storia, che in un'applicazione concentra la sicurezza e la gestione dell'auto.

I dati identificativi del veicolo Radio Frequenza (RFID) realizzano 7 livelli di sicurezza, all'interno della Card e dei tre. Il prezzo al pubblico è di 272 euro. L'installazione di IdentiTag è alquanto semplice e non prevede intervento sulla parte elettronica e meccanica della vettura. Uno dei punti principali del dispositivo è  la Smart Card Personale, simile ad una carta di credito con microchip e che rappresenta il 'verificatore' del processo di identificazione elettronica. IdentiTag contiene anche il Tag adesivo per la Carta di Circolazione che serve a certificare l'originalità del libretto e la corrispondenza con i dati contenuti nella Smart Card Personale.
 
Presente anche il Tag Cristallo, che si applica sul parabrezza dell'auto e prevede anch'esso il circuito RFID. Tale adesivo serve ad evidenziare che il veicolo è protetto da IdentiTag e consente a chi è dotato dello scanner IdentiTag di leggere i dati. Il tag Segreto, con tecnologia UHF, consente di essere letto a distanza e viene consegnato al proprietario che lo nasconde all'interno dell'abitacolo in un posto che solo lui conosce. La lettura di tale Tag tramite lo Scanner mette in evidenza il numero di telaio memorizzato senza però rivelarne l'esatta ubicazione. IdentiTag si attiva attraverso un processo che prevede 7 livelli di sicurezza principali. 
 
IdentiTag può essere completato dalla tecnologia IdentiBox, che con la sua tecnologia criptata e con il processo d'integrazione nel sistema IdentiTag, diventa una sorta di diario di bordo elettronico della vettura.
Ben presto sarà capace di ricostruire, in maniera del tutto oggettiva, un incidente e garantire maggiore sicurezza. Parliamo di Roadscan, una telecamera dotata di accelerometro e localizzatore Gps, frutto delprogetto pilota nato dall’accordo tra la Fondazione ANIA e il Gruppo FedertrasportiEssa sarà installata su 2.000 veicoli e si presenta come un'idea geniale che potrebbe porre un freno alle truffe assicurative con i mezzi pesanti e che si trasformeranno in testimoni in ogni tipo di incidente. Secondo i vertici della Federtrasporti l'idea è quella di dare un aiuto importante in vista della riduzione degli incidenti. Tale tentativo era già stato messo in atto dalla Fondazione ANIA sui bus del servizio urbano di alcune città italiane per il monitoraggio dei trasporti extra-urbani. 
 
La videocamera in questione può essere installata sul parabrezza del veicolo e collegata al vano motore. Essa può memorizzare immagini e dati relativi alla guida prima e dopo l'incidente, in modo da ricostruirne l'intera dinamica. Il sistema di localizzazione GPS  permette di individuare la posizione del veicolo, la data e l'ora. 
 
Infine la Roadscan PRO vanta una memoria interna di oltre 60 eventi. Una volta che questa è terminata si procede con lasovrascrittura da quelli più vecchi. I dati vengono trasferiti grazie ad una scheda SD uguale a quella delle fotocamere ed anche per mezzo del wi-fi.  
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