La sicurezza stradale torna a scuola. Da oggi 20 marzo, infatti, nelle scuole superiori, torna l'appuntamento con il tour "Sara Safe Factor" insieme a Valentina Albanese e Andrea Montermini. La cura dell'iniziativa spetta ad Aci, Sara Assicurazioni, Aci Sport e gli automobil club locali e, servirà a spiegare agli studenti il valore delle regole al volante di un automobile. Grazie al suo elevato valore sociale, l'evento ha ottenuto l’Alto patronato del presidente della Repubblica, finendo per coinvolgere ben 50mila giovani attenti ai consigli dei due campioni dell'automobilismo. Il tour 2014 si compone di 25 tappe.

Il primo appuntamento è previsto a Piedimonte Matese, al liceo statale “G. Galilei” (via A. Moro), dove saranno ben 450 studenti che ascolteranno il campione International GT Open Andrea Montermini. Il campione spiegherà le regole per una guida sicura, l'esatta posizione di come si guida, come si impugna correttamente il volante, fino a rivelare come si effettua una frenata d'emergenza o si controlla una curva presa male. Seconda tappa prevista poi a Termoli, il 21 marzo. Ecco le altre date: Mantova (26 marzo), Brescia (27 marzo), Caltanissetta (2 aprile), Palermo (3 aprile), Ostia (16 aprile), Cosenza e Cagliari (30 maggio), salvo poi riprendere a settembre con la riapertura delle scuole dopo la pausa estiva.

Gli organizzatori hanno spiegato: 

"Guida distratta, eccesso di velocità e mancate precedenze sono all’origine di quasi la metà degli incidenti, che purtroppo in Europa sono ancora la prima causa di morte per i giovani tra i 20 e i 24 anni. Tuttavia, si rileva da alcuni anni una tendenza incoraggiante: il numero degli incidenti nel 2012 è in ulteriore calo (-9,2%), così come quello dei morti (-5,4%) e dei feriti (-9,3%) sulle strade. Tra il 2001 e il 2012 gli incidenti si sono ridotti del 29% e le vittime del 48,5% (i decessi sono passati da 7.096 a 3.653) benchè il tasso di mortalità resti ancora più alto della media europea".

 
Marco Brachini, direttore marketing di Sara Assicurazioni, ha poi aggiunto:
 
"Sono quasi 50.000 i giovani coinvolti fino a oggi e le edizioni degli ultimi anni sono state particolarmente significative anche grazie alla pagina di Facebook dedicata all’iniziativa che vede oltre 16.000 ragazzi iscritti. Crediamo molto in questo progetto, che portiamo avanti in forme diverse ormai dal 2005, e crediamo nei giovani".
Uno dei principali problemi relativi agli incidenti stradali è sicuramente la guida contromano, determinata soprattutto dal mettersi a volante in stato di ebbrezza. In Francia, la circolazione contromano è sotto osservazione ormai dal 2008, dove il 6% degli incidenti stradali mortali è causato dai veicoli in contromano. I conducenti sono ubriachi (in quei casi), almeno una volta su due e presentano un tasso alcolico medio di 1,88 g/l. Questo, quantomeno, è il quadro emerso da un'interrogazione proposta da un senatore della Repubblica al Ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, e riportata dal giornale transalpino Circuler Autrement. Da allora il Comitato Interministeriale della Sicurezza Stradale (CISR) ha cominciato ad analizzare i dati delle circolazione contromano, in modo da modificare le infrastrutture: come la cartellonistica e le geometrie degli svincoli.
 
In Italia tali informazioni sono raccolte dall'ASAPS. Il portale sulla sicurezza stradale dell'associazione ha messo in evidenza che nel 2013 almeno 309 sono stati gli episodi di guida contromano che hanno causato la morte di 21 persone e il ferimento di altre 164.Di tali incidenti avvenuti contromano, il 20,4% sarebbe stato causato dalla guida in stato di ebbrezza.
 
Anche negli USA, la guida contromano è causa di 350 morti ogni anni. Proprio ridurre tale dato è uno degli obiettivi dell'ingegneria stradale. Dato rilevante anche nella piccola Svizzera, dove ogni anno si registrano tra i 100 e i 150 episodi. Le contromisure adottabili sono sostanzialmente le stesse ovunque: dai segnali classici di avviso, alla progettazione di svincoli che impediscono di entrare dalla parte sbagliata. Per quanto riguarda le sanzioni, in Europa si può arrivare alla sospensione della patente, mentre negli USA si finisce in prigioni per archi di tempo che vanno dai 6 mesi ai 3 anni a seconda dello stato nel quale si guida in maniera così pericolosa.
Volvo, insieme all’Ente dei Trasporti Svedese (Trafikverket) e a quello per la Gestione della Rete Stradale Pubblica norvegese (Statens Vegvesen) ha messo a punto un progetto di sicurezza stradale grazie alla tecnologia «cloud». L'idea di fondo consiste nella realizzazione di un sistema che permette di far sì che le informazioni sulle condizioni del fondo stradale che provengono dalle singole vetture possano essere condivise attraverso il web e quindi siano disponibili per tutti coloro che guidano nella penisola scandinava. Parliamo del Cooperative ITS (Sistema di Trasporto Intelligente Cooperativo) che utilizza i dati rilevati in tempo reale sui tratti stradali con fondo scivoloso allo scopo di avvertire sia i veicoli che sono in transito nelle immediate vicinanze che per aumentare l'efficienza della manuntenzione stradale, soprattutto nel corso della stagione invernale. 
 
Quando un’auto, che è stat utilizzata per il test, segnala la presenza di un tratto di strada ghiacciato o con fondo scivoloso, l’informazione viene trasmessa ad un database centrale grazie ad Internet. Un computer centrale elabora poi il dato che viene trasmesso e condiviso in tempo reale con gli altri automobilisti al fine di evitare una situazione di criticità. Il guidatore viene avvisato per mezzo di un segnale sul quadro della strumentazione: la grafica, infatti, riflette quella che è la pericolosità della situazione, tenendo conto anche di quella che è la velocità del veicolo e le condizioni stradali del momento. 
 
Erik Israelsson, Responsabile Volvo del Sistema di Trasporto Intelligente Cooperativo, ha dichiarato:
 
"Attualmente sono 50 le auto circolanti che partecipano al progetto e il prossimo inverno questo numero crescerà. Il nostro obiettivo è quello di mettere questa tecnologia a disposizione dei nostri clienti nel giro di pochi anni. Questo progetto pilota è uno dei primi esempi pratici di come la comunicazione fra veicoli attraverso la rete mobile consenta a questi di «dialogare» fra loro e con il contesto di traffico circostante. Ciò può contribuire a rendere più sicure le strade".
 
Continua poi Israelsson:
 
"Nel momento in cui l’ente che gestisce la rete stradale ha accesso a informazioni provenienti da un numero elevato di veicoli, i dati possono essere utilizzati per rendere più efficiente la manutenzione stradale durante il periodo invernale. Il potenziale in quest’area è notevole e include la possibilità di rendere il traffico più sicuro, la guida più agevole e il flusso automobilistico più scorrevole".
Sempre più serrata diventa la lotta alla guida in auto in stato di ebbrezza. Ebbene, ora sembra che tale battaglia abbia un'arma in più per poter essere combattuta e vinta. Parliamo di un autovelox che non solo sarà in grado di controllare la velocità, ma anche il tasso alcolemico. Questo è il risultato di uno studio sviluppato da tre ricercatori della Military University of Technology di Varsavia, in Polonia: Jaroslaw Mlynczak, Jan Kubicki e Krzysztof Kopczynski che hanno presentato il loro sistema di rilevamento dell’alcolemia in movimento all’edizione di maggio del Journal of Applied Remote Sensing.
 
Il nuovo sistema, invece di fermare i conducenti obbligandoli al test alcolemico, nel prossimo futuro immortalerà le auto come si fa già per la velocità. Il radar contro l’alcolemia funziona con un laser, che attraversa l’abitacolo della vettura e va a calcolare la densità delle molecole d'alcool emesse dai polmoni del conducene. Tale controllo è possibile così anche se l'auto è in movimento grazie alla spettroscopia, una tecnica che consente di studiare la composizione del sole, tra le altre cose.  Le prime prove del radar hanno mostrato dei risultati incoraggianti in quanto l'apparecchio sembra riconoscere una concentrazione di alcool anche solo dello 0,1 per mille. Il problema più grande si presenta quando in auto c’è più di una persona e i fumi dell’abitacolo possono essere provocati non necessariamente dal guidatore. Tuttavia, i 3 ricercatori sono fiduciosi nella piena realizzazione del progetto che verrà perfezionato, anche se quello della guida in stato di ebbrezza rappresenta un problema che dovrebbe essere combattuto all'origine e prevenuto.

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