Driving Skills for Life (DSFL) rappresenta un avanzato programma di training creato da Ford. Esso si rivolge ai giovani, e non, che hanno preso la patente e grazie al quale sarà possibile imparare delle tecniche di guida sicura e prepararsi a tutti quelli che sono i potenziali pericoli e le insidie della strada. Gli appuntamenti con il programma avranno luogo, a partire dal prossimo autunno, in svariate città italiane. Il programma, totalmente gratuito, è stato anche pluri-premiato e debutta in Europa quest'anno, dopo aver ottenuto grande successo in Nord America e nel resto del mondo nel corso degli ultimi 10 anni. Complessivamente sono ben più di 100mila i ragazzi che, grazie al programma, sono stati in grado di migliorare in maniera significativa la loro guida, con risultati spesso sorprendenti in termini di consapevolezza e sicurezza.

 

Il programma di Ford permetterà anche ai ragazzi dai 18 ai 24 anni in Italia di imparare e apprendere delle informazioni importantissime in merito all'identificazione dei veicoli, al controllo e all'aerodinamica del veicolo, in merito al comportamento degli pneumatici e alla gestione della velocità, delle distanze e delle distrazioni. Il tutto avviene in totale sicurezza, grazie agli istruttori estremamente preparati e all'ambiente sicuro in cui avranno luogo i corsi.
 
 

Sebbene ci sia stato il cambio al vertice della presidenza del Consiglio, la riforma del codice della Strada va avanti. E così Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed Erasmo D'Angelis, sottosegretario con particolare delega alla riforma del CdS, procedono su questo fronte. Lupi ha dichiarato più volte che "o l’Italia cambia o l’Italia muore" e che tutti debbono fare la propria parte.  All'incontro con i vertici di UNASCA, l’associazione maggiormente rappresentativa degli studi di consulenza automobilistica e delle autoscuole, Lupi ha parlato anche della riforma della patente. Emilio Patella, Segretario Nazionale Unasca Autoscuole, gli ha presentato alcune proposte. 

 
Secondo Pantella la formazione dev'essere allargata e ha così dichiarato: 
 
"Oggi ci sono solo sei ore di guida obbligatorie e non tutte sono verificabili. Il modello da considerare è quello delle patenti professionali, delle guide certificate, della formazione post patente, degli aggiornamenti nel tempo per tutti gli automobilisti e dei corsi a parte per gli anziani. Oggi poi la criticità è sulle due ruote, lì va fatta una particolare formazione preventiva".
 
Patella ha anche fatto delle proposte relative alla riduzione dei costi, come quelli concernenti la ripetizione dell'esame teorico o del certificato medico qualora si venga bocciati all'esame pratico.  Il ministro Lupi ha invece dichiarato, di parte sua: 
 
"La formazione è il punto centrale della legge delega per la riforma del codice strada, perchéfare formazione è fare prevenzione. Io faccio sempre questo esempio: le multe non sono un modo per arricchire i bilanci dei Comuni, ma sono uno strumento educativo per chi non rispetta quelle regole. E l’obiettivo di un Comune non è avere 100 multe ma averne nessuna, così si è centrato l’obiettivo. Quindi il tema della formazione sarà al centro del nuovo codice della strada insieme a quello della semplificazione. Quello che è stato fatto finora di semplificazione è andato a stratificarsi al vecchio, quindi il sistema è diventato ancora più complesso".
 

Sembra un settore in cui domina la componente maschile ed invece ora le donne sembrano sempre più dire la loro. Parliamo del settore delle automobili. Secondo un rapporto realizzato da Frost & Sullivan, che verrà presentato il prossimo 25 giugno nell'ambito del workshop annuale 'Urban Mobility 3.0: Future of Mobility and New Mobility Business Models' organizzato a Londra, sono il 51% delle donne americane ad essere patentate. Un dato che segna un sorpasso ormai storico sugli uomini.

 Come si legge in una nota della società di analisi: 

Le discussioni su questo tema punteranno a identificare i futuri cambiamenti che caratterizzeranno il settore dell'auto in funzione della 'crescita' del potere delle donne in questo ambito. In Gran Bretagna, fa notare il documento della Frost & Sullivan, il numero delle patenti rilasciate a maschi è in continua discesa, mentre quello relativo alle guidatrici sale costantemente dal 2011 del 2,5% all'anno. Già oggi le donne in Gran Bretagna passano più tempo in auto dei maschi e realizzano percorrenze più elevate.

Sarwant Singh, direttore generale e partner della Frost & Sullivan, ha dichiarato:

''Sebbene non sia facile fare previsioni esatte sui trend che sono collegati al possesso dell'auto è chiaro che già oggi le decisioni di acquisto sono influenzate all'80% dalle donne. Al momento di acquistare un'auto le donne guardano più alla praticità, ma tendono anche ad associare alla loro decisione le aspirazioni di libertà e di indipendenza. Questo significa che in tutti i segmenti le auto saranno più personalizzate e che vedremo anche più city car realizate 'su misura'. Ma al tempo stesso ci sono trend che indicano l'espansione di segmenti tradizionalmente maschili, come i suv e le auto di lusso''. Affrontando il tema delle caratteristiche dei modelli che, in futuro, saranno acquistati dalle donne, Singh ha spiegato che ''in generale le donne preferiscono veicoli più piccoli e più manovrabili, ma danno anche importanza al design, alla spaziosità, alla sicurezza, alla qualità dei materiali, ai colori ed alla sostenibilità ambientale. E amano dispositivi come il park assist, i bocchettoni per il rifornimento facilitato, l'apertura delle porte senza chiavi e i sistemi integrati per i telefonini e per i dispositivi d'intrattenimento''.

Secondo Frost & Sullivan il maggiore peso delle donne in campo automobilistico servirà ad accelerare la diffusione dei sistemi di guida autonoma, degli 'assistenti' digitali e di quelle soluzioni che sono associate alla salute e al benessere fisico.

La persona che guida l'auto dev'essere la stessa persona a cui è intestato il libretto di circolazione, pena una multa che va da 705 a 3.526 euro ed il ritiro del libretto. Questa notizia, che circola in rete da un po' di tempo ha però generato una certa confusione, dando il via al dipanarsi di tutta una serie di informazioni poco corrette. In primis, da lunedì 3 novembre, secondo quanto comunicato dalla circolare del Ministero dell’Interno del 10 luglio 2014, scatta l’obbligo di registrare presso la Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi non è intestatario di un veicolo, ma ne ha la disponibilità per più di 30 giorni. L'obbligo, comunque, non è retroattivo e ricade solo sugli atti posti in essere dal giorno di entrata in vigore della normativa, mentre per quelli precedenti al 3 novembre 2014 rimane facoltativa. La norma, inoltre, coinvolge i professionisti, cioè coloro che usano le auto aziendali. Questa norma rappresenta il proseguimento di un discorso avviato con la riforma del Codice della Strada nel 2010 e avente lo scopo di regolare “l’intestazione temporanea dei veicoli” per individuare i responsabili delle infrazioni e scoprire le intestazioni fittizie. La norma riguarda principalmente “le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria”, come riferito dal direttore generale della Motorizzazione Maurizio Vitelli. Quando si tratta di comodato d’uso all’interno del nucleo familiare l’obbligo infatti non c’è se si tratta di persone conviventi. Chiaro che quindi i figli che usano la macchina dei genitori sono esenti da tale tipo di norma. 

Per aggiornare il libretto di circolazione bisogna recarsi alla Motorizzazione agli sportelli del Dipartimento dei Trasporti. Aggiornare la carta di circolazione costa 25 euro (di cui 16 euro di imposta di bollo e 9 euro di diritti di motorizzazione). Qualora si verifichi il caso di comodato di veicoli aziendali, sia dipendenti assegnatari a titolo gratuito sia quando i mezzi sono intestati a una casa costruttrice e dati a istituzioni, il nome dell'utilizzatore non va annotato sulla carta di circolazione, ma registrato solo alla Motorizzazione con la ricevuta dell'adempimento che non va tenuta a bordo.

Grandi sono le novità introdotte dalla riforma del Codice della Strada. Il comitato ristretto della commissione Trasporti della Camera ha scritto un testo unificato di legge delega per riformare le norme della circolazione. Una novità importante riguarda la patente a punti. In pratica, oggi chi riceve a casa una multa con tanto di decurtamento di punti deve comunicare alla polizia il nome del guidatore a vui verrà poi tolto il punteggio. Nel caso non lo facesse gli verrà recapitata una supplementare multa di 248 euro. La novità sta nel fatto che la medesima possibilità verrà data a chi sarà fermat dalla polizia sul posto. Quindi o si accetta il taglio dei punti della patente o si accetta di pagare la supermulta di 248 euro più l'importo dell'infrazione commessa. Insomma un modo in cui saliranno gli incassi per gli enti accertatori e l'automobilista potrà salvare la patente.
 
Appare evidente che chi ha dunque buone disponibilità economiche potrà salvare la patente anche in caso di contestazione immediata. Chi invece non può, per forza di cosa dovrà subire il taglio dei punti. Ci si chiede pertanto se da un punto di vista sociale sia equa tale norma.  Già l'esistenza della multa supplementare che già esiste per chi riceve la multa a casa poneva un problema analogo, ma non identico. In questo caso la sanzione potrebbe essere giustificata alla luce del fatto che il proprietario della vettura ha diritto a non vedersi tagliare punti della patente solo per il fatto di aver prestato l'auto a chi non rispetta il Codice della Strada. 
 
 
 
 
 

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