Secondo quanto riferisce il Codice della strada al di fuori di quelli che sono i casi più gravi di incidenti stradali, la pena detentiva e pecuniaria per coloro che guidano in stato di ebbrezza può essere sostituita con un lavoro di pubblica utilità. Parliamo di un'attività non retribuita a favore della collettività che si deve svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, nonché presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. La durata del lavoro di pubblica utilità corrisponde a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria, facendo equivalere 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità. 
 
Quando il lavoro viene svolto in maniera positiva, il giudice fissa una nuova udienza per dichiarare estinto il reato e dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente, revocando anche la confisca del veicolo sequestrato. Qualora ci sia la violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il giudice dispone la revoca della pena sostitutiva con il ripristino di quella sostituita e della sospensione della patente e della confisca. Tuttavia, ora è intervenuta la Cassazione che stabilisce che l'automobilista debba dire addio a quelli che sono i lavori di pubblica utilità se il soggetto in questione non ha smesso di bere. 
 
Spetta alla discrezionalità del giudice negare la sostituzione della pena al reo che non mostra la volontà di liberarsi dall'alcool-dipendenza, secondo quanto stabilito dalla sentenza 16056 del 19 novembre 2013, pubblicata l’11 aprile 2014. La Suprema Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista contro la decisione della Corte d’appello di Firenze, la quale lo aveva ritenuto colpevole della contravvenzione poiché aveva guidato in stato di ebbrezza.
 
 
La Corte di Firenze ha dichiarato dunque inammissibili i lavori di pubblica utilità per il soggetto in questione (con placet della Cassazione dunque) e il guidatore deve anche pagare 1.000 euro di spese legali.
Uno dei principali problemi relativi agli incidenti stradali è sicuramente la guida contromano, determinata soprattutto dal mettersi a volante in stato di ebbrezza. In Francia, la circolazione contromano è sotto osservazione ormai dal 2008, dove il 6% degli incidenti stradali mortali è causato dai veicoli in contromano. I conducenti sono ubriachi (in quei casi), almeno una volta su due e presentano un tasso alcolico medio di 1,88 g/l. Questo, quantomeno, è il quadro emerso da un'interrogazione proposta da un senatore della Repubblica al Ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, e riportata dal giornale transalpino Circuler Autrement. Da allora il Comitato Interministeriale della Sicurezza Stradale (CISR) ha cominciato ad analizzare i dati delle circolazione contromano, in modo da modificare le infrastrutture: come la cartellonistica e le geometrie degli svincoli.
 
In Italia tali informazioni sono raccolte dall'ASAPS. Il portale sulla sicurezza stradale dell'associazione ha messo in evidenza che nel 2013 almeno 309 sono stati gli episodi di guida contromano che hanno causato la morte di 21 persone e il ferimento di altre 164.Di tali incidenti avvenuti contromano, il 20,4% sarebbe stato causato dalla guida in stato di ebbrezza.
 
Anche negli USA, la guida contromano è causa di 350 morti ogni anni. Proprio ridurre tale dato è uno degli obiettivi dell'ingegneria stradale. Dato rilevante anche nella piccola Svizzera, dove ogni anno si registrano tra i 100 e i 150 episodi. Le contromisure adottabili sono sostanzialmente le stesse ovunque: dai segnali classici di avviso, alla progettazione di svincoli che impediscono di entrare dalla parte sbagliata. Per quanto riguarda le sanzioni, in Europa si può arrivare alla sospensione della patente, mentre negli USA si finisce in prigioni per archi di tempo che vanno dai 6 mesi ai 3 anni a seconda dello stato nel quale si guida in maniera così pericolosa.

Se guidare ubriachi è, evidentemente, pericolosissimo, tante sono le iniziative che vogliono mettere in guardia soprattutto i più giovani sul pericolo che la guida in stato di ebbrezza può arrecare. Il punto di partenza è sempre il medesimo: ovvero simulare lo stato d'ebbrezza mentre si è al volante. Questa volta ci pensa Ford che ha realizzato "Drink Driving Suit". Parliamo di una tuta, dotata di fasciature semirigide per ginocchia e gomiti che limitano i movimenti. Non solo, essa presenta anche dei pesi asimmetrici che compromettono l’equilibrio. Una maschera speciale restringe il campo visivo e produce un effetto di immagine sdoppiata, mentre delle cuffie rallentano i riflessi e dilatano i tempi di reazione agli stimoli acustici. 

La Drink Driving Suit è stata sviluppata da Ford con i ricercatori del Meyer-Hentschel Institut in Germania e fa dunque comprendere quali sono gli effetti devastanti provocati dall'alcool e come il suo abuso rischi di compromettere delleattività che richiedono attenzione e precisione, come quella di mettersi al volante. La Drink Driving Suit sarà utilizzata nel corso dei prossimi eventi del programma Driving Skills For Life, che prevede dei corsi gratuiti con cui Ford indirizza alla guida responsabile.

Uno studio commissionato proprio da Ford e condotto in Europa su un campione di 5.000 ragazzi tra i 18 e i 24 anni, ha messo in mostra che il 56%, ammette di aver guidato sotto effetto dell’alcool o di aver accettato dei passaggi in auto da amici che si erano messi al volante ubriachi. Il dato è preoccupante e ad esso si aggiunge anche un 66% di giovani patentati che non conosce affatto i limiti legali sui tassi alcolemici effettivamente vigenti nei loro paesi.

Ecco, nel video di seguito, come funziona e cosa rileva la Drink Driving Suit.

Sempre più serrata diventa la lotta alla guida in auto in stato di ebbrezza. Ebbene, ora sembra che tale battaglia abbia un'arma in più per poter essere combattuta e vinta. Parliamo di un autovelox che non solo sarà in grado di controllare la velocità, ma anche il tasso alcolemico. Questo è il risultato di uno studio sviluppato da tre ricercatori della Military University of Technology di Varsavia, in Polonia: Jaroslaw Mlynczak, Jan Kubicki e Krzysztof Kopczynski che hanno presentato il loro sistema di rilevamento dell’alcolemia in movimento all’edizione di maggio del Journal of Applied Remote Sensing.
 
Il nuovo sistema, invece di fermare i conducenti obbligandoli al test alcolemico, nel prossimo futuro immortalerà le auto come si fa già per la velocità. Il radar contro l’alcolemia funziona con un laser, che attraversa l’abitacolo della vettura e va a calcolare la densità delle molecole d'alcool emesse dai polmoni del conducene. Tale controllo è possibile così anche se l'auto è in movimento grazie alla spettroscopia, una tecnica che consente di studiare la composizione del sole, tra le altre cose.  Le prime prove del radar hanno mostrato dei risultati incoraggianti in quanto l'apparecchio sembra riconoscere una concentrazione di alcool anche solo dello 0,1 per mille. Il problema più grande si presenta quando in auto c’è più di una persona e i fumi dell’abitacolo possono essere provocati non necessariamente dal guidatore. Tuttavia, i 3 ricercatori sono fiduciosi nella piena realizzazione del progetto che verrà perfezionato, anche se quello della guida in stato di ebbrezza rappresenta un problema che dovrebbe essere combattuto all'origine e prevenuto.

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