Il DEF 2014, il Documento di Economia e Finanza presentato dal Governo al Parlamento ogni anno e che rappresenta il principale strumento per la programmazione economica e finanziaria, quest'anno riguarda anche l'auto. Non solo i tagli del cuneo fiscale, ma anche l'aumento delle tasse su banche e rendite finanziarie, taglio dell'IRAP e degli stipendi dei dirigenti pubblici. Passando all'argomento che più ci interessa, occorre dire che ci saranno nuove privatizzazioni e la riforma del Codice della Strada. La revisione, come ricorderemo, era già cominciata prima del governo Renzi. In prima linea troviamo ancora una volta Erasmo D'Angelis, Sottosegretario di Stato del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Entro l'anno, dovrebbe dunque giungere a noi la revisione del codice e, tra le principali novità, dovrebbe figurare l'introduzione del reato di omicidio stradale. 
 
Non finisce qua, il DEF comprende anche la trasformazione del bollo auto(imposta di possesso) in tassa di circolazione. Lo scopo è quello di abbattere quella fascia del 13% della popolazione italiana che al momento non lo paga facendo perdere allo Stato circa 850milioni di euro ogni anno. Mano sarà messa anche all'IPT, la tassa provinciale di trascrizione che si paga quando si acquista una vettura (nuova o usata) che nel 2011 era stata aumentata (insieme all'IVA) in quanto era stata resa variabile in base ai kW, mentre prima era fissa. Il governo vorrebbe ora renderla proporzionale al valore commercialedel veicolo. 
 
Un'altra novità riguarda la scatola nera, che dal 2015 sarà obbligatoria su tutti i veicoli di nuova immatricolazione, secondo le direttive dell'Unione Europea. Un intero capitolo del DEF sarà poi dedicato alle infrastrutture e alla revisione del rapporto con l'Anas. Ce la farà il governo Renzi a mettere mano a queste riforme nel giro di 8 mesi e mezzo? Lo scopriremo presto.
 

La legge di stabilità ha previsto una serie di cambiamenti per quel che concerne il bollo auto 2015: aumenti e modifiche per quel che concerne i benefici dei quali hanno potuto fruire i possessori di automobili con meno di 30 anni. 

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