Una notizia di quella che sembrano destinate a lasciare il segno. In 5 regioni italiane: Lombardia, Campania, Veneto, Lazio e Puglia, i possessori delle auto più ecologiche, tra cui rientrano anche tutti i veicoli ibridi di nuova immatricolazione, non pagheranno il bollo auto. Questa politica di mobilità sostenibile sembra voler essere messa in atto dalle amministrazioni locali certe che ciò porterà ad un miglioramento delle condizioni e della qualità della vita.
 
Toyota, con 6 milioni di vetture vendute nel mondo (850.000 in Europa), ha precisato che però l'esenzione è valida solo sui veicoli ibridi benzina e in Lombardia e Veneto durerà 3 anni. In Campania è valida sino al 2016, mentre nelle altre regioni, Lazio e Puglia, essa è riferita solo alla potenza del motore termico e non a quella che è la potenza complessiva della vettura.
 
Sempre Toyota ha aggiunto che nel 2013 in Italia sono state vendute 15.000 vetture ibride, di cui 13.000 Toyota e Lexus. Un numero dunque raddoppiato rispetto all'anno precedente e in direzione opposta rispetto a quelle che sembrano essere le indicazioni provenienti dal mercato automobilistico.
Si presenta davvero tortuosa la strada della proposta di Legge di Daniele Capezzone. Il testo che era partito subito alla grande con l'approvazione in Commissione Finanze è stato esaminato dalla conferenze dei Capigruppo, ma è stato rimandato in Commissione per un ulteriore passaggio in quanto sono state rilevate delle criticità. La legge ha come oggetto il bollo, la tassa più odiata dagli italiani ed evasa da ben 3,5 milioni di persone. Dunque, il percorso per eliminare il bollo è ancora lungo. Capezzone (presidente stesso della Commissione Finanze), ha dichiarato

“E' deludente che, all'ultimo miglio, nel passaggio tra la Commissione Bilancio e l'Aula, Governo e maggioranza (che pure si erano espressi a favore del mio emendamento nella Commissione di merito, cioè in Commissione Finanze) abbiano scelto una sorta di strategia dilatoria sulla mia proposta di progressivo superamento del bollo auto, tassa tra le più odiate dai contribuenti italiani".

La proposta di eliminazione del bollo auto prevede che coloro che acquistano un'auto nuova non paghino il bollo per i primi 3 anni (5 nel caso in cui l'auto sia green). Trascorso questo arco di tempo il bollo torna poi ad essere pagato secondo il criterio di "più inquini, più paghi", con un importo del bollo proporzionato alle emissioni. Insomma, parliamo di una sorta di mezza eliminazione del bollo auto che avrebbe lo scopo di incentivare l'acquisto di auto nuove e poco inquinanti. Vedremo come finirà.

La Regione Lombardia ha stabilito che il bollo auto non è più dovuto quando si tratta di una minicar. Ciò è stato stabilito con la L.R. 5 Agosto 2014, n. 24, a partire dal periodo di imposta decorrente dal primo gennaio 2014. Bisogna quindi prestare un certo occhio a quella che è la differenza tra quadriciclo leggero e pesante. Per quadriciclo leggero viene inteso un ciclomotore a 4 ruote che non può superare la velocità di 45 km/h e la cilindrata di 50 cc e che presenta una potenza inferiore ai 4 kw.

Un quadriciclo leggero deve pesare meno di 350 kg e si può guidare anche a 14 anni, sebbene con il patentino. Coloro che avessero già pagato il bollo per il 2014, potranno chiederne il rimborso. La procedura è spiegata sul sito tributi.regione.lombardia.it. L'istanza di rimborso può essere presentata a partire dall’8 ottobre 2014 fino al 31 dicembre 2017. La richiesta può essere presentata solo da una persona maggiorenne e va accompagnata dalla scansione della carta di identità valida e della ricevuta di pagamento della tassa di circolazione anno 2014. Visitare il sito della regione per maggiori informazioni.

Riuscireste mai ad immaginare che il mancato pagamento del bollo dell'auto potrebbe provocare un "buco" di 850 milioni nelle entrate fiscali relativo alla tassa di possesso delle autovetture. Una cifra davvero notevole. Basta pensare che a fronte di 34,4 milioni di veicoli che sono soggetti alla tassa, il gettito stimato è di 6,45 miliardi di euro. Tuttavia, quello che è effettivamente riscosso dalle Regioni si ferma a 5,6 miliardi. L'indagine, che è stata pubblicata nel numero di aprile di Quattroruote, sembra propendere per un'azione più determinata da parte degli enti che si occupano dei controlli, in modo da poter stanare gli evasori che in maniera indenne riescono a passare i controlli, anche a causa delle conseguenze (multe) relativamente esigue.


L'Emilia Romagna ha reso noti introiti per 473,4 milioni di euro e richieste di pagamento per 41 milioni di euro che non sono stati mai pagati. Solo in Campania, i dati parlano di circa mezzo milione di evasori totali della tassa.

Sebbene le ripercussioni sui bilanci siano decisamente notevoli, tuttavia alquanto raramente le Regioni applicano la facoltà di chiedere la cancellazione d'ufficio del veicolo dagli archivi del Pra. raramente le Regioni applicano la facoltà di chiedere la cancellazione d'ufficio del veicolo dagli archivi del Pra, come prevede l'articolo 96 del Codice della Strada dopo 3 anni dal mancato pagamento. 

Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'ACI, ha detto:

"Dopo la maxi radiazione avvenuta nel 1999 in concomitanza con il passaggio del tributo dallo Stato agli enti locali (2 milioni di veicoli), solo Lombardia e Lazio abbiano continuato a ricorrere con regolarità al provvedimento. Eppure, secondo le stime dell'Aci, sarebbero ancora un milione i veicoli abbandonati o finiti all'estero senza che la loro posizione venisse regolarizzata. La loro radiazione permetterebbe alle Regioni il risparmio delle spese relative ai tentativi di recupero di crediti di fatto inesigibili, stimate in circa 25 milioni di euro l'anno."

Una nuova proposta giunge al mondo della gomma dal Governo Renzi. Parliamo di premiare prima di sanzionare. Da circa 15 anni il Gruppo Produttori di Pneumatici di Assogomma e Federpneus promuovono delle campagne di conoscenza sugli pneumatici e sul loro corretto utilizzo, in quanto essi rappresentano il vero e proprio punto di incontro tra veicolo e suolo, fondamentale per la sicurezza stradale. Questo è il momento giusto per incentivare i buoni comportamenti con delle azioni concrete in modo da favorire una mobilità equa e sostenibile, attraverso delle sane iniziative. Si può in primis intervenire sui costi assicurativi per tutti coloro che controllano l'auto regolarmente, deducendone una parte iniziando dalla quota fiscale.
 
Ricordando che la stima dei costi sociali dell'incidentalità per il 2010, sommando il costo dell'incidentalità con danni alle persone e i costi legati ai sinistri con danni alle sole cose, pari a circa il 28,5 miliardi di euro, Assogomma si chiede:
 
"Se vengono erogate agevolazioni e sgravi fiscali per l’acquisto di mobili, elettrodomestici o di condizionatori, perché non si prende in considerazione di premiare chi con un comportamento socialmente responsabile e virtuoso, contribuisce a ridurre i costi sociali dovuti agli incidenti stradali?".
 
Il direttore di Assogomma Fabio Bertolotti, ha dichiarato:
 
"Premiare i comportamenti virtuosi che hanno effetti diretti sulla sicurezza stradale e l’ambiente, dunque, non è un costo ma un vantaggio per l’intera comunità che va perseguito non solo a parole, ma con fatti e provvedimenti normativi concreti che devono essere toccati con mano da chi lo merita".
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