Il 26 marzo è cominciata un'operazione del governo del Premier Matteo Renzi per liberarsi di 170 auto blu utilizzate da alcuni ministeri, tra cui quello dell'Interno, della Difesa e della Giustizia. Su eBay, infatti, Palazzo Chigi ha aperto un profilo per svendere le auto in questione. Sembra che le vetture saranno messe all'asta con cadenza settimanale, fino al prossimo 16 aprile. 

 
All'asta ci sarà anche la Maserati 139 che Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, aveva fatto acquistare nel 2011 ad un costo di 117mila euro per esemplcare. Tante furono le polemiche per quello che fu considerato un autentico spreco di soldi pubblici. Non solo, il Governo metterà in vendita anche la Lancia K dell'Interno e della Giustizia. L'ultimo esemplare è stato prodotto nel 2011 e il suo valore è di circa 1.500 euro. Ancora, la Lancia Thesis che può arrivare a circa 12 mila euro, a seconda dell'anno di produzione. C'è spazio anche per la Bmw 525D del ministero della Giustizia, mentre le Audi A6 valgono circa 50 mila euro e le Alfa Romeo 159, tra i 5 mila e i 16 mila euro.

Per quanto riguarda gli introiti dell'operazione, essa rimane per il momento un'incognita. Ricordiamo che ogni inserzione pubblicata su eBay, che vanta un bacino di utenti di circa 3,5 milioni di persone, il Governo deve pagare nove euro più 35 come commissione per ogni sinfola vettura venduta.

In ogni caso la vendita delle auto blu rappresenta solo un primo, piccolo, passo nel recupero di tanti soldi pubblici. Il centro studi Formez, al servizio del ministero della Funzione pubblica, ha infatti messo in evidenza che al 31 dicembre 2012 in Italia le auto blu erano 58.688 e costavano 950 milioni di euro, tra acquisti, noleggi e gestione del personale. Tuttavia, rispetto all'anno precedente c'era stato un risparmio di 118 milioni di euro, oltre a ricordare che il 90% delle auto appartiene alle Regioni.
Come asserito dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il nuovo Codice della Strada includerà la figura del reato di omicidio stradale. Renzi già si era espresso a favore di pene più severe per coloro che guidano in maniera alterata causando incidenti stradali, spesso mortali. L'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada, parla di omicidio colposo, per il quale le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol.
 
All'incirca come il furto pluriaggravato o il borseggio in autobus. Occorre dunque una maggiore proporzionalità della pena, visto che le sanzioni effettive decise dai giudici per coloro che uccidono sono intorno ai 2 anni. In molti vedono la soluzione nell'introduzione del reato di omicidio stradale, che si avvicina a quello colposo ma prevederebbe, in caso di sua introduzione, una pena da 8 a 18 anni per coloro che causano gravi incidenti in stato alterato da droghe e alcool, con l'arresto in flagranza di reato e il ritiro della patente definitivo. Per introdurre l'omicidio stradale, diversi sono i disegni di legge in ballo. Il primo ministro parla di un vuoto del nostro codice che dev'essere colmato. Il premier ha aggiunto che, per combattere la violenza stradale occorre poi lavorare su più fronti, che interagiscano tra di loro. Come dice Renzi:
 
"Gli inglesi usano il termine 3E per indicare le cose da fare: Enforcement, Education, Engineering. La violenza stradale non è frutto del destino. Nella stragrande maggioranza dei casi, è determinata da un comportamento sbagliato alla guida. Chi si mette alla guida in condizioni fisiche alterate deve essere consapevole, e in questo caso occorre responsabilizzare, che rappresenta un pericolo per gli altri e per se stesso”.
 
 
 

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