Continua la lotta per la vita di Michael Schumacher.

Il sette volte campione del mondo di Formula 1 è ricoverato, in coma farmacologico,  all'ospedale di Grenoble in seguito ad un incidente sugli sci avvenuto fuoripista a Meribel. 

L'ultimo bollettino medico parla di "situazione critica a seguito di lesione cerebrali diffuse che hanno portato ad un intervento chirurgico". I medici, in conferenza stampa, non si sono voluti sbilanciare sulla prognosi e sulle percentuali di sopravvivenza, sottolineando la gravità dell'incidente che "senza il casco sarebbe stato sicuramente mortale".

Oltre alla moglie Corinna e ai tre figli, al capezzale di Schumacher sono giunti Jean Todt e Rass Brawn oltre al professor Gerard Saillant, tra i massimi esponenti al mondo di traumi al cervello.

Al momento non sono previsti ulteriori comunicati ufficiali e il coma farmacologico dovrebbe durare almeno per i prossimi 3-4 giorni.

 

Incidente-michael-schumacher-bollettino-medico

 

Intanto arrivano i messaggi di forza e di auguri da parte del mondo della Formula 1, che da Alonso a Massa, da Barrichello a Vettel si stringe in un ideale abbraccio con colui che più ha vinto nella storia di questo sport.

 

Seguono aggiornamenti

 

A pochi giorni di distanza dall'annuncio secondo cui le condizioni di salute dell'ex pilota di Formula 1 tedesco Michael Schumacher fossero migliorate, torna a parlare Sabine Kehm, manager del pluridecorato campione, che tanti successi ha regalato alla Ferrari. La donna ha precisato che Schumacher non si è ancora risvegliato e che comunque occorreranno tempo e pazienza, sebbene un certo ottimismo sia palpabile nell'aria.
 
Già il fatto che la K abbia parlato due volte nell'arco di soli 4 giorni, è stato visto come un segnale positivo dai tanti fan del campione di Formula 1, soprattutto alla luce del fatto che in precedenza molto lunghe erano state la pause della manager tra un intervento verbale e l'altro. Ricordiamo che l'incidente, che visto protagonista il 7 volte campione del mondo, ha avuto luogo il 29 dicembre scorso nel corso di una discesa con gli sci tra le piste Chamois e La Bichesulle, sulle nevi della località francese di Méribel in Alta Savoia (Francia). Qui Schumacher è scivolato e ha battuto violentemente la testa contro una roccia. Immediato è stato il ricovero al Centro Ospedaliero Universitario di Grenoble, in stato semicomatoso, dove è stato sottoposto ad un'operazione chirurgica a causa del grave trauma cranico subìto e per una emorragia cerebrale. Da lì un coma farmacologico che ancora persiste.
 
Nel frattempo migliaia sono i messaggi di solidarietà che sono stati inviati e possono essere inviati per il campione, sia via Facebook che via Twitter, con l'hashtag #ForzaMichael!.

Una Lamborghini Aventador protagonista di un incidente nel pieno centro di Londra? Ebbene si. Fortunatamente nessuno si è fatto male, ma il costo della riparazione della vettura non lascerà certamente indenne il proprietario della V12 Lamborghini. La costosa vettura, a tutta velocità, è "decollata" dopo aver toccato una Mazda 2 che usciva da un incrocio, salvo poi rimbalzare su una BMW Serie 3 parcheggiata poco più avanti. 

 
A riprendere la scena, che vi mostriamo a fine pezzo, è stato un passante che ha immortalato il tutto con il suo smartphone e che, probabilmente, aveva sentito in lontananza il rombo della super vettura italiana e voleva riprenderne il passaggio. Invece è finito per diventare un testimone potenziale da citare nel  “Cid” (modulo di constatazione amichevole). 
 
Dalla sportiva italiana si vede poi scendere una bella ragazza bionda con i capelli lunghi che viene aiutata da un passante, corso verso la Lamborghini per vedere se ci sono feriti. La porta “a forbice” lato guida viene aperta da un uomo che ha il volto oscurato per ragioni di riservatezza. La carrozzeria è visibilmente danneggiata davanti, sebbene saranno gli specialisti nella riparazione del carbonio, che fanno parte del centro di innovazione ACRC (Advanced Composite Research Centre), a valutare i danni effettivi subiti dalla Lamborghini.
 
 

Un brutto incidente l’ha tenuta lontana dalla strada per due anni. Era stata distrutta quasi del tutto, esteticamente, in Francia mentre si recava ad un Festival-Raduno di quattro giorni. Parliamo della fantastica Ferrari 250 GTO del 1962 che ora rinasce, dopo che due anni fa, per fortuna, non aveva subito gravi danni alla meccanica. Il suo proprietario, il collezionista statunitenseChristopher Cox, la inviò subito in Italia, a Maranello, dove ha subito un lungo trattamento che l’ha riportata a nuovo. Il numero di telaio è 3445GT, mentre i colori della carrozzeria non sono quelli che aveva nel 1962, ma quelli che adottò quando fu posseduta dal pilota svedese Ulf Norinder. Il giallo e l’azzurro richiamano non a caso la bandiera della Svezia. La vettura è stata prodotta nell’aprile del 1962 e all'epoca veniva venduta a 17 milioni di lire.

Cox la comprò nel 2005 per25 milioni di euro. Una cifra a dir poco stellare, sebbene non sia questa la Ferrari 250 GTO più costosa del mondo. In prima posizione c'è quella con numero di telaio 3851 GT che ad agosto è stata battuta all’asta da Bonhams, al Quail Lodge di Monterey, per 38,115 milioni di dollari(28,44 milioni di euro).

La sicurezza sulle due ruote è sicuramente più che fondamentale. Questa è la ragione per cui fa un certo effetto sapere che dei caschi in vendita in Inghilterra sono stati sequestrati in quanto considerati pericolosi per coloro che li indossano. Tali caschi sono stati costruiti da alcune aziende cinesi senza rispettare gli standard internazionali e quindi dimostrandosi addirittura pericolosi in caso di caduta. Tali caschi sono prodotti dall'azienda Jiekai. Parliamo soprattutto dei modelli JK 100 e JK 1000, immediatamente ritirati dal mercato.
 
Agli acquirenti è stata anche imposta la restituzione dei caschi. I test hanno dimostrato un totale fallimento, ed inoltre hanno evidenziato anche che essi non sono affatto capaci di assorbire un minimo dell'energia dell'impatto causando gravi conseguenze fra le quali spicca lo strappo della cinghia senza sforzi e senza apertura della calotta.. Alcuni test hanno dimostrato che non solo falliscono nei vari test d'impatto, ma non sono capaci di assorbere un minimo dell'energia dell'impatto con gravi conseguenze fra cui strappo della cinghia senza troppo sforzo e apertura della calotta.

Peter Stonely dell'ente Trading Standards ha riferito: 
 
"Sono scioccato da questi risultati, hanno fallito in tutti i test e si sono distrutti con solo due impatti. Questo non solo non offre protezione in un incidente ma aumenta le possibilità di danni alla testa e al cervello, possono causare anche la morte. Chi lo mette può sentirsi sicuro ma questi oggetti non lo sono affatto, sono pericolosi".
 
 
 

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